La duchessa e la friggitrice ad aria

L’aveva atteso come un bambino attende babbo natale, ma non arrivava trainato dalle renne, ma comodamente seduto sul lato guida di un furgone di una ditta di trasporti, e non aveva la barba lunga e bianca anzi, quasi era da chiedersi se gli fosse mai spuntata.

Ma con qualche mese di ritardo era finalmente arrivato questo pacchetto tanto atteso. Era dalla mattina che la scattante duchessa si era appostata, quale piccola vedetta lombarda, nel punto della stanza che le permetteva di tenere sotto controllo gli accessi di tutta la via.

L’ho sentita trotterellare per le scale, prima interne, poi scendere a raccogliere il pacchetto diligentemente scaraventato oltre la cancellata -secondo quanto indicato dal protocollo anti-covid e pro nuovi acquisti- dal baldo giovane.

Si era preparata sotto ogni dettaglio, sul tavolo di cucina erano schierati, secondo un ordine di grandezza: carciofi tagliati a fettine, fiori di zucca, olive ripiene, pacchetti di preparato per friggere, bustina di preparato per tempura, terrina con uovo e foglio per accogliere il mezzo di impanatura.

Nel controllo,  sufficientemente vicino alla presa, abbastanza spazio per accogliere la friggitrice ad aria: sogno proibito.

Aveva trascorso gli ultimi giorni decantando le capacita’ simil-miracolose di questo strano e nuovo elettrodomestico: frigge senza olio, ci si puo friggere di tutto, veloce… mi propongo di assistere. La duchessa mi concede l’onore di togliere il suo nuovo amico dalla scatola e iniziare a leggere le istruzioni per il montaggio (cosa non scontata visto che quanto si tratta della cucina quasi si mette negli angoli a marcare il territorio).

Il primo impatto non corrisponde perfettamente alla aspettative: lo volevo rosso come le decorazioni delle mattonelle di cucina mugugna storgendo un po’ la bocca, di fatto ha la forma di un grosso uovo, bianco,  un po’ sbassato, e con due manopole giallo ocra rispettivamente sul tappo e sul davanti: un discreto cazzotto in un occhio. Che importa? Lo metterai fuori solo quanto lo usi! Annuisce, ma non e’ convinta.

La lettura del manuale incute quel vago timore che rasenta il dubbio di avere davanti non un elettrodomestico ma un ordigno bellico: aprire con cautela, tenere i prodotti ben separati, fare attenzione al vapore bollente che potrebbe fuoriuscire dal cestello, se fa fumo bianco….. se il fumo e’ nero…”Ma ci friggi o devi comunicare l’elezione del Papa?”

Mentre leggo ad alta voce, le cupe raccomandazioni tanto crollare una ad una le fantasie della duchessa: “allora -proseguo- non inserire materiale liquido che puo’ superare la griglia di sicurezza”. Ecco, niente impanatura o pastella… e cosi, via uovo, via pastella,  via preparato per tempura.

Mentre la duchessa ripone i suoi preparati con la stessa espressione di un bambino cui e’ stata regalata una palla ma allo stesso tempo gli e’ stata vietato di giocare, scopriamo che tutta le ricette presenti prevedono l’utilizzo di cibi surgelati.

A questo punto torniamo a rimettere a posto anche le olive ripiene e i fiori di zucca, ma sui carciofi la Duchessa si impunta: “eh no! Alme o i carciofi fritti stasera li voglio fare!”. Provo a convincerla che fosse e il caso di una frittura secondo i metodi tradizionali, ma non cede: no la friggitrice ad aria e voglio usarla!

Visto le precauzioni e raccomandazioni indicate dal manuale conveniamo che sia il caso di non usarla l’uovo, “spennelliamo con l’olio e passiamoli nel la farina” propone la Duchessa, inutile cercare di convincerla che non e’ la stessa cosa. Procede secondo le due intenzioni ed otteniamo una serie di spicchietti di carciofi ricoperti di farina, ma poco convincenti.

“Per quanto vanno tenuti qui dentro?” Non lo so – rispondo- qui non parla mai di verdure, al massimo patatine fritte!

“Allora facciamo cosi – dice- segui la ricette per le patatine fritte, la quantita’ e’ la stessa!” Inutile dirle che non e’ la stessa cosa… proviamo e cosi’ impostiamo il timer a 40 minuti. “Dice che ogni 5 minuti devono essere agitati per evitare che si attacchino”.

E’ cosi che, come nel le migliori barzellette, vedo la Duchessa che periodicamente solleva questo mega uovo e lo scuote come per sentire la presenza di una sorpresa.

Al suono del timer arriviamo speranzose: guanto alla mano per non rischiare gli effetti del vapore bollente, tiriamo a noi la manopolla del cestello. Ci investe una fumata nera, alla fine del suo passaggio restano a giacere inermi sulla grigla alcuni oggetti informi, una parte completamente  carbonizzata.

Rassegnate ci guardiamo, poi nel silenzio echeggia una domanda: come lo vuoi l’uovo?sodo o strapazzato?”

3 Comments
  1. Rita Rispondi

    Fantastica, come sempre❣️

  2. Concetta Graziano Rispondi

    Fantastico ! Mentre leggero rivivevo la scena come un film .

  3. Stefano Rispondi

    Strepitoso racconto! Nella lettura immaginavo benissimo la scena! Mi sono divertito tantissimo. Tua mamma, La Duchessa, le sue facce i suoi mugugni accanto all’ordigno bellico! Bellissimo

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