Ti Donerò Fucili

Ti Donerò Fucili Ti donerò, figliolo, i miei fucili, perché la guerra si esaurisca in gioco e tu non sia, da grande, tra quei vili vestiti di pace, ma celanti il fuoco. Ti insegnerò le strategie di agguati a tutti i mostri della fantasia, perché, finito il gioco dei soldati, Paura non insidi la tua via. E fingerò la morte in un sorriso, risorgerò, ridendo, sotto il fuoco del tuo fucile innocuo e quel sorriso

Disavventure di una donna miope – Cap. 1: Senza occhiali

Arriva sempre, nella vita degli abili portatori di occhiali, quel momento in cui la realtà ti mostra, crudelmente, il livello di dipendenza da questi strumenti. Ti rendi conto solo in quell’istante, di quanto siano attrezzo salva vita e parte integrante del tuo DNA, quasi una mutazione genetica intra-generazionale. Ma ti attende, ne esiste una per ogni bipede quattrocchi, e la incontrerai: la persona che, a tradimento, ti toglierà gli occhiali. Per me comparve attorno ai

Incontri ravvicinati con la tecnologia

A volte è possibile riscontrare un divario ben poco sanabile tra l’intenzione di utilità della tecnologia e gli effetti catastrofici della sua applicazione. E’ così che improvvisamente sei distratta da tua mamma che sbraita contro qualcuno nella stanza accanto, ti alzi e corri per vedere cosa sia accaduto e scopri che ha intrapreso una lite con quella voce suadente che fa capolino da un piccolo cilindro connesso ad internet: Vuole vedere quanto tempo ci metto per

“[...]

Ma, cipressetti miei, lasciatem’ ire:
Or non è piú quel tempo e quell’età.
Se voi sapeste!… via, non fo per dire,
Ma oggi sono una celebrità.

E so legger di greco e di latino,
E scrivo e scrivo, e ho molte altre virtú:
Non son piú, cipressetti, un birichino,
E sassi in specie non ne tiro piú.

E massime a le piante. — Un mormorio
Pe’ dubitanti vertici ondeggiò,
E il dí cadente con un ghigno pio
Tra i verdi cupi roseo brillò.

Intesi allora che i cipressi e il sole
Una gentil pietade avean di me,
E presto il mormorio si fe’ parole:
Ben lo sappiamo: un pover uom tu se’.

Ben lo sappiamo, e il vento ce lo disse
Che rapisce de gli uomini i sospir,
Come dentro al tuo petto eterne risse
Ardon che tu né sai né puoi lenir.

[...]

Davanti San Guido

G. Carducci

La duchessa e la friggitrice ad aria

L’aveva atteso come un bambino attende babbo natale, ma non arrivava trainato dalle renne, ma comodamente seduto sul lato guida di un furgone di una ditta di trasporti, e non aveva la barba lunga e bianca anzi, quasi era da chiedersi se gli fosse mai spuntata. Ma con qualche mese di ritardo era finalmente arrivato questo pacchetto tanto atteso. Era dalla mattina che la scattante duchessa si era appostata, quale piccola vedetta lombarda, nel punto

La Duchessa e la tinta fatta in casa

Perchè non riprendere le buone e vecchie abitudini delle nonne? Sane, sicure… E’ iniziata con questo pensiero e si è associata alla chiusura forzata di questa primavera l’idea di provare a rimediare a quell’odiosa ricrescita che aleggia sul mio capo. Così ho cercato i prodotti naturali: il buon vecchio Hennè. Non mi ero mai resa conto di quanto il parrucchiere mi avesse schiarito i capelli, convinta di avere il mio castano chiaro quasi biondo, ordino

La farfalla, è qualcosa di particolare, non è un animale come gli altri, in fondo non è propriamente un animale ma solamente l’ultima, più elevata, festosa e vitalmente importante essenza di un animale. È la forma festosa, nuziale… di quell’animale che… era giacente crisalide e ancor prima affamato bruco. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è avvolta in un abito mirabile…
Tale significato della farfalla è stato avvertito in tutti i tempi e da tutti i popoli…
È un emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno… È un simbolo dell’anima…
(Hermann Hesse)

Carrelli

Mamma, allora ti accompagno a fare la spesa? Ingenua ricordo alla Duchessa la promessa fatta alcuni giorni prima, non sapendo che si proponeva un riadattamento manzoniano: “La sventurata propose”. Inizia così quel sabato in cui, armata di ottimi propositi, decido che sia il caso di approfittare della giornata di sole per fare compagnia a mamma aiutandola nella spesa, cogliendo l’occasione per farla uscire da quella nobile tana dentro cui si è nascosta da mesi. Sicuramente la

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

K. Gibran

Caffe’

Ti fermi all’autogrill per prendere un caffe’: hai freddo, troppo freddo, sei stanca, avresti anche fame, ma prendi solo un caffe’. Nascosta tra cappello, sciarpa e cappotto osservi le mani che ti preparano un bicchiere di carta e si avvicinano ad una macchina che da segni di calore. Pensi che sei stanca, pensi alla strada da fare. Pensi al silenzio che ti fara’ compagnia. Poi quelle mani che poggiano il bicchiere coperto con un tappo