Ti donerò, figliolo, i miei fucili,
perché la guerra si esaurisca in gioco
e tu non sia, da grande, tra quei vili
vestiti di pace, ma celanti il fuoco.

 

Ti insegnerò le strategie di agguati
a tutti i mostri della fantasia,
perché, finito il gioco dei soldati,
Paura non insidi la tua via.

 

E fingerò la morte in un sorriso,
risorgerò, ridendo, sotto il fuoco
del tuo fucile innocuo e quel sorriso
trasformerà tanto dolore in poco.

 

Imparerai ad amare una bandiera,
un ideale, nel valor di pace
e quando sarai grande io sarò fiera
per quell’umanità che in cuor tuo giace.

 

Ispirata al saggio “Lettera al figlio” di U. Eco (in “Diario minimo”)