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	<title>Lavinia Cioli &#187; La finestra sul cortile</title>
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	<description>Pianista &#124; Scrittrice &#124; Psicologa</description>
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		<title>Gesso &#8211; Giorno 8</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 12:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Gesso &#8211; giorno 8 Mentre cerco di alzarmi dalla sedia a rotelle, facendo forza c con le braccia su un tavolino un po&#8217; instabile, mi viene la geniale idea di chiedere aiuto a mamma. &#8220;Duchessa dagli occhi di Panda&#8221; (visti gli esiti della sua recente caduta) &#8220;venga sull&#8217;altro lato, faccia da contrappeso!&#8221; E lei candidamente mi risponde &#8220;ma smettila di prendermi in giro, faccia a cu*o!&#8220;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gesso &#8211; giorno 8</strong></p>
<p>Mentre cerco di alzarmi dalla sedia a rotelle, facendo forza c con le braccia su un tavolino un po&#8217; instabile, mi viene la geniale idea di chiedere aiuto a mamma.</p>
<p>&#8220;<em>Duchessa dagli occhi di Panda&#8221; </em>(visti gli esiti della sua recente caduta) &#8220;<em>venga sull&#8217;altro lato, faccia da contrappeso!</em>&#8221;</p>
<p>E lei candidamente mi risponde</p>
<p>&#8220;<em>ma smettila di prendermi in giro, faccia a cu*o!</em>&#8220;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gesso: Giorno 6 &#8211; Pesto</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jul 2024 20:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Gesso Giorno 6 Stavo felicemente assaporando la libertà delle quattro ruote domestiche (la sedia a rotelle, dopo 48 ore in cui il gesso ti impedisce di spostarti dalla stessa stanza se non con l&#8217;aiuto di qualcuno, assume lo stesso significato di una insperata opportunità) quando sono stata raggiunta da un suono strano, come un tonfo sordo proveniente dal piano di sotto. &#8220;Mamma, dove sei?&#8221; il primo istinto è stato cercare la duchessa ma con il<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2024/07/gesso-giorno-6-pesto/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gesso Giorno 6</strong></p>
<p>Stavo felicemente assaporando la libertà delle quattro ruote domestiche (la sedia a rotelle, dopo 48 ore in cui il gesso ti impedisce di spostarti dalla stessa stanza se non con l&#8217;aiuto di qualcuno, assume lo stesso significato di una insperata opportunità) quando sono stata raggiunta da un suono strano, come un tonfo sordo proveniente dal piano di sotto.</p>
<p>&#8220;Mamma, dove sei?&#8221; il primo istinto è stato cercare la duchessa ma con il mezzo locomotorio, senza aiuto di nessuno, non potevo districarmi dalla stretta curva del corridoio di camera.</p>
<p>La Duchessa non dava risposta. Preoccupata cercavo di muovermi aumentando l&#8217;inclinazione delle ruote, ma niente, ero felicemente piantata nell&#8217;angolo come un aspirapolvere senza fili si incastra sotto i mobili.</p>
<p>Ad un certo punto l&#8217;apparizione: scarduffata e dolorante, con un vasetto di prodotto genovese surgelato appoggiato sulla fronte si presenta la Duchessa.</p>
<p>&#8220;Sono caduta sul pavimento, non ho visto il filo del ventilatore..&#8221;</p>
<p>&#8220;Ti sei fatta male?&#8221; Chiedo con voce preoccupata.</p>
<p>&#8220;No, sono caduta sul tappeto&#8221; borbotta la Duchessa con il labbro superiore che inizia a gonfiare come un canotto, mentre una sostanza verdognola inizia ad uscire dal barattolo.</p>
<p>Allarmata e in apprensione noto un livido anche poco sotto la fronte. &#8220;E l&#8217;occhio?&#8221;</p>
<p>La duchessa sposta il vasetto congelato, lo guarda poi lo appoggia di nuovo sul viso: &#8220;Pesto&#8230;&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gesso: Giorno 5</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 17:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Gesso: Giorno 5 Mentre il gesso fa il suo lavoro, la sedia a rotelle mi permette una meravigliosa sauna localizzata. Alla fine dei 35 giorni avrò il piede completamente ristabilito e mi saranno diminuite le chiappe!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gesso: Giorno 5</strong></p>
<p>Mentre il gesso fa il suo lavoro, la sedia a rotelle mi permette una meravigliosa sauna localizzata.</p>
<p>Alla fine dei 35 giorni avrò il piede completamente ristabilito e mi saranno diminuite le chiappe!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gesso: Giorno 3</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 17:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Gesso: Giorno 3 &#8220;La vitamina D aiuta il calcio a fissarsi sulle ossa per mantenerle robuste, però è fondamentale stare al sole perchè possa funzionare&#8221; sentenzia la Duchessa, &#8220;oggi ti faccio stare un pò sul terrazzo&#8220;. Detto questo mi parcheggia con la sedia a rotelle e zampa destra ingessata nell&#8217;angolo del balcone per due ore. Non so se ho preso sole a sufficienza, sicuramente ho fatto da spaventapasseri, visto che gli uccellini non si sono più<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2024/07/gesso-giorno-3/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gesso: Giorno 3</strong></p>
<p>&#8220;<em>La vitamina D aiuta il calcio a fissarsi sulle ossa per mantenerle robuste, però è fondamentale stare al sole perchè possa funzionare</em>&#8221; sentenzia la Duchessa, &#8220;<em>oggi ti faccio stare un pò sul terrazzo</em>&#8220;.<br />
Detto questo mi parcheggia con la sedia a rotelle e zampa destra ingessata nell&#8217;angolo del balcone per due ore.</p>
<p>Non so se ho preso sole a sufficienza, sicuramente ho fatto da spaventapasseri, visto che gli uccellini non si sono più avvicinati alle piantine.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La duchessa e la friggitrice ad aria</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 23:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;aveva atteso come un bambino attende babbo natale, ma non arrivava trainato dalle renne, ma comodamente seduto sul lato guida di un furgone di una ditta di trasporti, e non aveva la barba lunga e bianca anzi, quasi era da chiedersi se gli fosse mai spuntata. Ma con qualche mese di ritardo era finalmente arrivato questo pacchetto tanto atteso. Era dalla mattina che la scattante duchessa si era appostata, quale piccola vedetta lombarda, nel punto<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2021/02/la-duchessa-e-la-friggitrice-ad-aria/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;aveva atteso come un bambino attende babbo natale, ma non arrivava trainato dalle renne, ma comodamente seduto sul lato guida di un furgone di una ditta di trasporti, e non aveva la barba lunga e bianca anzi, quasi era da chiedersi se gli fosse mai spuntata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma con qualche mese di ritardo era finalmente arrivato questo pacchetto tanto atteso. Era dalla mattina che la scattante duchessa si era appostata, quale piccola vedetta lombarda, nel punto della stanza che le permetteva di tenere sotto controllo gli accessi di tutta la via.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ho sentita trotterellare per le scale, prima interne, poi scendere a raccogliere il pacchetto diligentemente scaraventato oltre la cancellata -secondo quanto indicato dal protocollo anti-covid e pro nuovi acquisti- dal baldo giovane.</p>
<p style="text-align: justify;">Si era preparata sotto ogni dettaglio, sul tavolo di cucina erano schierati, secondo un ordine di grandezza: carciofi tagliati a fettine, fiori di zucca, olive ripiene, pacchetti di preparato per friggere, bustina di preparato per tempura, terrina con uovo e foglio per accogliere il mezzo di impanatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel controllo delle aree del tavolo,  sufficientemente vicino alla presa, abbastanza spazio per accogliere la friggitrice ad aria: sogno proibito.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva trascorso gli ultimi giorni decantando le capacita&#8217; simil-miracolose di questo strano e nuovo elettrodomestico: frigge senza olio, ci si puo friggere di tutto, veloce&#8230; mi propongo di assistere. La duchessa mi concede l&#8217;onore di togliere il suo nuovo amico dalla scatola e iniziare a leggere le istruzioni per il montaggio (cosa non scontata visto che quanto si tratta della cucina quasi si mette negli angoli a marcare il territorio).</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo impatto non corrisponde perfettamente alla aspettative: <em>lo volevo rosso come le decorazioni delle mattonelle di cucina </em>mugugna storcendo un po&#8217; la bocca, di fatto ha la forma di un grosso uovo, bianco,  un po&#8217; sbassato, e con due manopole giallo ocra rispettivamente sul tappo e sul davanti: un discreto cazzotto in un occhio. Che importa? Lo metterai fuori solo quanto lo usi! Annuisce, ma non e&#8217; convinta.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura del manuale incute quel vago timore che rasenta il dubbio di avere davanti non un elettrodomestico ma un ordigno bellico: aprire con cautela, tenere i prodotti ben separati, fare attenzione al vapore bollente che potrebbe fuoriuscire dal cestello, se fa fumo bianco&#8230;.. se il fumo e&#8217; nero&#8230;&#8221;Ma ci friggi o devi comunicare l&#8217;elezione del Papa?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre leggo ad alta voce, le cupe raccomandazioni tanto crollare una ad una le fantasie della duchessa: &#8220;allora -proseguo- non inserire materiale liquido che puo&#8217; superare la griglia di sicurezza&#8221;. Ecco, niente impanatura o pastella&#8230; e cosi, via uovo, via pastella,  via preparato per tempura.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre la duchessa ripone i suoi preparati con la stessa espressione di un bambino cui e&#8217; stata regalata una palla ma allo stesso tempo gli e&#8217; stata vietato di giocare, scopriamo che tutta le ricette presenti prevedono l&#8217;utilizzo di cibi surgelati.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto torniamo a rimettere a posto anche le olive ripiene e i fiori di zucca, ma sui carciofi la Duchessa si impunta: &#8220;eh no! Alme o i carciofi fritti stasera li voglio fare!&#8221;. Provo a convincerla che fosse e il caso di una frittura secondo i metodi tradizionali, ma non cede: no la friggitrice ad aria e voglio usarla!</p>
<p style="text-align: justify;">Visto le precauzioni e raccomandazioni indicate dal manuale conveniamo che sia il caso di non usarla l&#8217;uovo, &#8220;spennelliamo con l&#8217;olio e passiamoli nel la farina&#8221; propone la Duchessa, inutile cercare di convincerla che non e&#8217; la stessa cosa. Procede secondo le due intenzioni ed otteniamo una serie di spicchietti di carciofi ricoperti di farina, ma poco convincenti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per quanto vanno tenuti qui dentro?&#8221; Non lo so &#8211; rispondo- qui non parla mai di verdure, al massimo patatine fritte!</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Allora facciamo cosi &#8211; dice- segui la ricette per le patatine fritte, la quantita&#8217; e&#8217; la stessa!&#8221; Inutile dirle che non e&#8217; la stessa cosa&#8230; proviamo e cosi&#8217; impostiamo il timer a 40 minuti. &#8220;Dice che ogni 5 minuti devono essere agitati per evitare che si attacchino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; cosi che, come nel le migliori barzellette, vedo la Duchessa che periodicamente solleva questo mega uovo e lo scuote come per sentire la presenza di una sorpresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Al suono del timer arriviamo speranzose: guanto alla mano per non rischiare gli effetti del vapore bollente, tiriamo a noi la manopolla del cestello. Ci investe una fumata nera, alla fine del suo passaggio restano a giacere inermi sulla grigla alcuni oggetti informi, una parte completamente  carbonizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Rassegnate ci guardiamo, poi nel silenzio echeggia una domanda: come lo vuoi l&#8217;uovo?sodo o strapazzato?&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carrelli</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2021 20:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Mamma, allora ti accompagno a fare la spesa? Ingenua ricordo alla Duchessa la promessa fatta alcuni giorni prima, non sapendo che si proponeva un riadattamento manzoniano: &#8220;La sventurata propose&#8221;. Inizia così quel sabato in cui, armata di ottimi propositi, decido che sia il caso di approfittare della giornata di sole per fare compagnia a mamma aiutandola nella spesa, cogliendo l&#8217;occasione per farla uscire da quella nobile tana dentro cui si è nascosta da mesi. Sicuramente la<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2021/01/carrelli/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mamma, allora ti accompagno a fare la spesa?<br />
</em>Ingenua ricordo alla Duchessa la promessa fatta alcuni giorni prima, non sapendo che si proponeva un riadattamento manzoniano: &#8220;<em>La sventurata propose&#8221;.</em></p>
<p>Inizia così quel sabato in cui, armata di ottimi propositi, decido che sia il caso di approfittare della giornata di sole per fare compagnia a mamma aiutandola nella spesa, cogliendo l&#8217;occasione per farla uscire da quella nobile tana dentro cui si è nascosta da mesi.<br />
<em>Sicuramente la pandemia intimorisce,  ma con le dovute precauzioni possiamo comunque provare a mantenere una vita quasi normale, dai mamma&#8230; andiamo.</em></p>
<p>&#8220;Non ho da prendere quasi nulla &#8211; risponde &#8211; così facciamo presto&#8221;.<br />
Ecco: se c&#8217;è una cosa che ho capito delle donne è che non c&#8217;è niente di più pericoloso del <em>Non ho da prendere quasi nulla</em>.<br />
Infatti, poco dopo questa espressione, mi accorgo che la Duchessa si accinge a:<br />
- truccarsi= d&#8217;obbligo il rossetto prima di uscire di casa, nonostante una ffp2 le copra quasi completamente il viso<br />
- coprire la mascherina ffp2 con una di stoffa rigorosamente in tonalità con il vestito<br />
- sistemarsi la seconda mascherina fermandola con orecchini abbinati alla mascherina ed alla collana<br />
- lucidarsi le decolletè con la spugnetta che tiene di scorta nel cassetto della sua auto.<br />
D&#8217;istinto mi guardo allo specchio: maglione, scarponi un pò stinti, capelli con una ricrescita a sterco di piccione, occhiaie irremovibili. Evito di pensare eventuali autoconsiderazioni, mentre mamma inizia a tirare fuori dal sottoscala&#8230;1, 2 no.. ecco la terza borsa da spesa, poi torna&#8230; la borsa per le bottiglie&#8230; quella per i surgelati.</p>
<p><em>Mamma&#8230; devi fare spesa per la settimana?</em><br />
&#8220;No, no&#8230; non ho da prendere quasi nulla&#8230; ma non si sa mai, potrebbero servire!&#8221;<br />
Mi rassegno a comprendere, entro in auto e l&#8217;accompagno al supermercato. &#8220;Prendi il carrello&#8221; dice, e non sei sicura se abbia pronunciato tali parole o se sono suonate come &#8220;Ambrogio, ho voglia di qualcosa di buono&#8221;, ma cerchi di non farci caso ed entri.</p>
<p>Con piacere noti una trasformazione: quella signora che era diventata una sorta di koala da divanetto, bruco da tv, sembra volteggiare sui suoi tacchi, elegante come una farfalla in primavera. Si, la Duchessa è tornata!<br />
E mentre questo pensiero ti solleva, ti accorgi che ancor più veloce del tuo pensiero è stata la sua mano a scegliere verdure, frutta, legumi vari. La noti dubbiosa davanti allo scaffale del pane, ma non fai in tempo ad avvicinarti, perchè lei è già partita zompettando verso la gastronomia dove l&#8217;accolgono con infiniti complimenti.</p>
<p>&#8220;Mi hanno detto che non dimostro la mia età&#8221; mi riporta soddisfatta, tornando con due sacchetti del bancone.<br />
<em>&#8220;Bene&#8221;</em>, sorrido, <em>quante fette di prosciutto ti è costato il complimento?</em> penso, ma preferisco tenerlo per me.<br />
&#8220;Il vino, il vino&#8221; mi ricorda, preoccupata che il mio essere astemia mi faccia riempire di acqua il cesto delle bottiglie.</p>
<p>Mentre mi arrampico per recuperare il suo vino preferito, che ovviamente non è al ripiano intermedio ma in quello più alto, come se i clienti fossero giraffe, noto con la coda dell&#8217;occhio la Duchessa quasi catapultata dentro i surgelatori.</p>
<p>Non comprendo come sia possibile che in così poco tempo riesca a riempire un carrello con così tanti prodotti diversi. Non le serviva quasi nulla.. diceva&#8230;</p>
<p>Continuo con i miei pensieri e noto come la merce lieviti nel carrello quanto un panettone farcito delle cose più scorrelate tra loro, percepisco che non è più così semplice da spostare, così mi rassegno a trascinarlo dal lato, spingendo con una mano e mantenendo la traiettoria con l&#8217;altra.</p>
<p>Spicca una ciabatta &#8220;Era in offerta al 50%&#8221;, sacchetti di cioccolatini di ogni tipo e dolci.<br />
Rassegnata inizio a cercare nella borsa la carta di credito mentre, poco prima di fermarsi alla cassa, riparte di nuovo in direzione della gastronomia.</p>
<p><em>Mamma&#8230;. non dovevi prendere nulla&#8230;<br />
</em><em>Ma se ti fosse servito qualcosa, avrei dovuto noleggiare un tir!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mentre la vita scorre</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 17:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Affacciarsi alla finestra: l&#8217;ho fatto poco fa, anche ieri&#8230; forse più volte in uno stesso giorno, ma non mi ero accorta quanto il tempo sia trascorso in tutti questi anni. Ci sono bambini, volti nuovi ma conosciuti, giovani uomini e giovani donne dai lineamenti conosciuti ma che paiono nuovi. Provo ad osservare meglio e mi accorgo che alcuni sono gli stessi ragazzi che alcuni anni fa giocavano in queste stesse strade, altri sono addirittura genitori<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2021/01/mentre-la-vita-scorre/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Affacciarsi alla finestra: l&#8217;ho fatto poco fa, anche ieri&#8230; forse più volte in uno stesso giorno, ma non mi ero accorta quanto il tempo sia trascorso in tutti questi anni.</p>
<p>Ci sono bambini, volti nuovi ma conosciuti, giovani uomini e giovani donne dai lineamenti conosciuti ma che paiono nuovi. Provo ad osservare meglio e mi accorgo che alcuni sono gli stessi ragazzi che alcuni anni fa giocavano in queste stesse strade, altri sono addirittura genitori di quei piccoli che notavo comparire interrogandomi chi fossero.</p>
<p>E&#8217; la vita che scorre, velocemente, mentre il tempo nella mia mente si è fermato, quasi congelato in quell&#8217;istante che non va via: tra i ricordi di un mondo che non esiste più.</p>
<p>Quelle nuove urla giocose mostrano un mondo nuovo, a me così lontano.<br />
Non vive più qui la mia mente, è altrove: tra viaggi lasciati a metà, tra progetti interrotti e sospesi.</p>
<p>Mentre la vita scorre&#8230; io non ci sono.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I NONNI Di &#8220;Via del Corno&#8221;</title>
		<link>https://www.laviniacioli.it/2013/05/i-nonni-di-via-del-corno/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 12:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Te ne sei andato anche tu, in silenzio. Restano i ricordi, adesso, che spuntano come fiorellini in primavera&#8230; I due nonni non miei che seguivano costantemente mio padre ogni volta che si affacciava nell&#8217;orto.. I due nonni non miei che sedevano lungo il muretto e mi ascoltavano studiare valzer, notturni. Tu eri &#8220;l&#8217;esperto&#8221;, che cercava di intuire il compositore per poi preparati all&#8217;angolo del parcheggio trionfante per dirmi &#8220;Oggi hai suonato il preludio di Bach!<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2013/05/i-nonni-di-via-del-corno/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Te ne sei andato anche tu, in silenzio. Restano i ricordi, adesso, che spuntano come fiorellini in primavera&#8230;<br />
I due nonni non miei che seguivano costantemente mio padre ogni volta che si affacciava nell&#8217;orto..<br />
I due nonni non miei che sedevano lungo il muretto e mi ascoltavano studiare valzer, notturni. Tu eri &#8220;l&#8217;esperto&#8221;, che cercava di intuire il compositore per poi preparati all&#8217;angolo del parcheggio trionfante per dirmi &#8220;Oggi hai suonato il preludio di Bach! Eh&#8230; lo conosco&#8230;&#8221;<br />
Eri l&#8217;addetto alla riparazione dei giochi, perché con il ferro sapevi fare magie. Ma non tutte le magie riescono, ed il tempo è passato. Siamo cresciuti, mentre il candore scivolava tra i vostri capelli. </span></p>
<p>Non potrò salutarti domani e porterò dentro questo dolore. Cercherò di immaginarmi di essere ancora bambina, arrampicata sulla panchetta dell&#8217;organo a canne, mentre tu, vicino, mi chiederai ancora &#8220;mi suoni la fuga di bach?&#8221;</p>
<p>E&#8217; il mio mondo che si sta sgretolando.<br />
Forse adesso siete tutti assieme, Nonni di &#8220;Via del Corno&#8221;, seduti su un muretto, ad osservare sorridendo un&#8217;estate che da noi non vuol tornare&#8230;</p>
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		<title>Un sabato di ordinaria follia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 10:19:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato mattina, convocazione alle ore 8, per probabile supplenza, in una scuola media di un paese che non conosci&#8230; La sveglia suona ma la senti solamente alle 7,10 a quel punto cerchi di ri-guadagnare il tempo perduto nei modi pi&#249; assurdi: fai la doccia con lo spazzolino in bocca, ti infili le calzementre ti spazzoli i capelli, bevi il caff&#232; mentre scendi le scale per prendere la auto dove ti soffermerai ad infilare gli stivali<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2013/01/un-sabato-di-ordinaria-follia/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Sabato mattina, convocazione alle ore 8, per probabile supplenza, in una scuola media di un paese che non conosci&#8230; La sveglia suona ma la senti solamente alle 7,10 a quel punto cerchi di ri-guadagnare il tempo perduto nei modi pi&ugrave; assurdi: fai la doccia con lo spazzolino in bocca, ti infili le calzementre ti spazzoli i capelli, bevi il caff&egrave; mentre scendi le scale per prendere la auto dove ti soffermerai ad infilare gli stivali prima di mettere in moto. Poi scegli di fare i primi 8 km in autostrada, sempre per guadagnare tempo. Arrivi nel parcheggio della scuola in tempo utile per scoprire che dal parcheggio al plesso didattico c&#8217;&egrave; una salita in una strada sterrata di circa 250 metri. E comprendi che l&#8217;essere umano, quando vuole, sa anche volare&#8230; Entri correndo nel primo padiglione, ma dai disegni deduci che quella &egrave; la scuola materna. Esci, corri nell&#8217;altro mentre scivolano i tacchi sulla ghiaia del vialetto.. Seconda ala, apr&igrave; e la borsa ti scivola per terra. La custode ti guarda con indifferenza dicendo &quot;per le convocazioni di supplenza l&#8217;edificio in fondo al vialetto&quot;. Cos&igrave; mentre riprendi la tua caccia al tesoro ti chiedi come potessero sapere che cosa cercavi se non avevi ancora trovato respiro per parlare. E corri, corri, e i tacchi scivolano e la gonna ti fa un tutto unico con il cappotto e senti che una massa di tessuto sale diabolicamente lungo le gambe e le calze non ti riparano dal freddo tremendo di questa mattina. Mentre mandi al diavolo lo stilista del vestito, chi lo ha confezionato e pure te che hai deciso di indossarlo arrivi alla meta. Dono le 8,02 In un nanosecondo ti sistemi la gonna, raddrizzi il cappotto riprendi la borsa e cerchi il fiato per chiedere informazioni. Ma la custode senza alzare gli occhi dalla sua settimana enigmistica ti dice con tono monotono. &quot;Per la supplenza di musica ha accettato la n. 42, sar&agrave; pi&ugrave; fortunata la prossima volta&quot;.</font></p>
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		<title>Per Mauro&#8230;. il mio ricordo di te</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 18:51:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#34;Quando una tegola decide di caderti in testa lo fa improvvisamente, senza avvertirti&#34; E&#8217; con queste parole che inizia il terzo capitolo di uno dei tuoi libri, quel capitolo ha titolo &#34;La Dipartita&#34;. Ed &#232; cos&#236; che anche per me &#232; caduta una tegola quandomi hanno avvertito che ti eri addormentato&#8230; per sempre. Ti ho conosciuto quando ero ragazzina, te ne stavi seduto nella tua bottega ed a portata di mano avevi sempre un lapis<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2012/03/per-mauro-il-mio-ricordo-di-te/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">&quot;Quando una tegola decide di caderti in testa lo fa improvvisamente, senza avvertirti&quot;</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">E&#8217; con queste parole che inizia il terzo capitolo di uno dei tuoi libri, quel capitolo ha titolo &quot;La Dipartita&quot;.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ed &egrave; cos&igrave; che anche per me &egrave; caduta una tegola quandomi hanno avvertito che ti eri addormentato&#8230; per sempre.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ti ho conosciuto quando ero ragazzina, te ne stavi seduto nella tua bottega ed a portata di mano avevi sempre un lapis e le tue sigarette.<br />Il mondo passava davanti alla vetrina, quel mondo distratto che passa per queste strade del centro giusto per prendersi un caff&egrave;, non curandosi di altro che non sia superficie. Ma tu eri l&igrave;, con la tua scienza e la penna.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Osservavi ogni passante secondo la lente pi&ugrave; adatta al momento, poi scrivevi le tue storie, la &quot;nostra&quot; storia. Quella che raccontava anche mia nonna, quella che tanto ripeteva mio padre. La raccontavi nello stesso modo, con gli stessi dettagli.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Tu sei stato storia e narratore di questo piccolo paese.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Hai scelto il silenzio per andartene via&#8230; come a lasciare una pagina bianca su cui non deve essere scritto &quot;fine&quot;.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ed io mi sono trovata nuovamente inerme, innanzi a ci&ograve; che resta di terreno, davanti a quei fiori che hanno sempre uno strano odore, quasi sentissero che non stanno festeggiando niente.<br />Ma non sono giunta fino a quella chiesa per dirti &quot;addio&quot;. Il mio &egrave; solamente un temporaneo saluto.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ti sei incamminato per la stessa strada che prima o poi tutti percorreremo, passo dopo passo, giorno dopo giorno.<br />E quando anche io giunger&ograve; a quella meta, tu sarail&igrave; ad attendermi.. e perfezionerai ancora il mio sguardo, secondo quella che adesso &egrave; l&#8217;ottica del cielo.</font></p>
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