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	<title>Lavinia Cioli &#187; admin</title>
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	<description>Pianista &#124; Scrittrice &#124; Psicologa</description>
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		<title>Il canto della mia anima</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2022 21:00:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come una sirena il tuo silenzio è un canto che ammalia il mio cuore A volte provo a lasciarti in silenzio per mesi, ma è più forte della mia stessa vita: ho bisogno di te. Come fondamentale è il respiro, così è il sedermi su quella panchetta, chiudere gli occhi e lasciare andare alle mani il ricordo di ciò che non è stato nella vita o nell&#8217;anima. Ad ogni nota si lega un ricordo o<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2022/08/standard-post-type-with-a-feature-image/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come una sirena il tuo silenzio è un canto che ammalia il mio cuore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A volte provo a lasciarti in silenzio per mesi, ma è più forte della mia stessa vita: ho bisogno di te.</p>
<p style="text-align: justify;">Come fondamentale è il respiro, così è il sedermi su quella panchetta, chiudere gli occhi e lasciare andare alle mani il ricordo di ciò che non è stato nella vita o nell&#8217;anima. Ad ogni nota si lega un ricordo o un desiderio e torna la mia voce che era rimasta silente per mesi. Le dita un pò arrugginite man mano tornano alla loro leggerezza e alla loro velocità mentre mi si proiettano ricordi ai miei occhi, una vita desiderata e vissuta fino all&#8217;impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho bisogno di questi tasti come dell&#8217;aria per il respiro e mentre mi lascio andare sento la vita che riprende possesso di un corpo che per troppo tempo avevo abbandonato.</p>
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		<title>F.Chopin: Notturno Op. 9 n. 2 (Pianoforte: Lavinia Cioli)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Oct 2013 08:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<description><![CDATA[Registrazione audio estratta da &#8220;Concerto G. Falcioni &#8211; L. Cioli&#8221;, Festival &#8220;Federico Cesi 2011&#8243; Todi, Chiesa della Nunziatina Pianoforte: Lavinia Cioli]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Registrazione audio estratta da &#8220;Concerto G. Falcioni &#8211; L. Cioli&#8221;,<br />
Festival &#8220;Federico Cesi 2011&#8243;<br />
Todi, Chiesa della Nunziatina</p>
<p>Pianoforte: Lavinia Cioli</p>
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		<title>I NONNI Di &#8220;Via del Corno&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 12:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Te ne sei andato anche tu, in silenzio. Restano i ricordi, adesso, che spuntano come fiorellini in primavera&#8230; I due nonni non miei che seguivano costantemente mio padre ogni volta che si affacciava nell&#8217;orto.. I due nonni non miei che sedevano lungo il muretto e mi ascoltavano studiare valzer, notturni. Tu eri &#8220;l&#8217;esperto&#8221;, che cercava di intuire il compositore per poi preparati all&#8217;angolo del parcheggio trionfante per dirmi &#8220;Oggi hai suonato il preludio di Bach!<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2013/05/i-nonni-di-via-del-corno/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Te ne sei andato anche tu, in silenzio. Restano i ricordi, adesso, che spuntano come fiorellini in primavera&#8230;<br />
I due nonni non miei che seguivano costantemente mio padre ogni volta che si affacciava nell&#8217;orto..<br />
I due nonni non miei che sedevano lungo il muretto e mi ascoltavano studiare valzer, notturni. Tu eri &#8220;l&#8217;esperto&#8221;, che cercava di intuire il compositore per poi preparati all&#8217;angolo del parcheggio trionfante per dirmi &#8220;Oggi hai suonato il preludio di Bach! Eh&#8230; lo conosco&#8230;&#8221;<br />
Eri l&#8217;addetto alla riparazione dei giochi, perché con il ferro sapevi fare magie. Ma non tutte le magie riescono, ed il tempo è passato. Siamo cresciuti, mentre il candore scivolava tra i vostri capelli. </span></p>
<p>Non potrò salutarti domani e porterò dentro questo dolore. Cercherò di immaginarmi di essere ancora bambina, arrampicata sulla panchetta dell&#8217;organo a canne, mentre tu, vicino, mi chiederai ancora &#8220;mi suoni la fuga di bach?&#8221;</p>
<p>E&#8217; il mio mondo che si sta sgretolando.<br />
Forse adesso siete tutti assieme, Nonni di &#8220;Via del Corno&#8221;, seduti su un muretto, ad osservare sorridendo un&#8217;estate che da noi non vuol tornare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per tutti i Papà</title>
		<link>https://www.laviniacioli.it/2013/03/per-tutti-i-papa/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 11:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi, massime e pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; [...] Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane [...]&#8220; &#160; Da &#8220;Il profeta&#8221; &#8211; K. Gibran]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><span style="font-family: Verdana; font-size: medium;">&#8221; [...] Voi siete gli archi da cui i figli,<br />
</span><span style="font-family: Verdana; font-size: medium;">come frecce vive,<br />
sono scoccate in avanti. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: medium;">L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,<br />
</span><span style="font-family: Verdana; font-size: medium;">e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane [...]&#8220;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><span style="font-family: Verdana; font-size: medium;">Da &#8220;Il profeta&#8221; &#8211; K. Gibran</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In ricordo di Lei&#8230;. Prof. Alessandro</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 16:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci ha colti tutti di sopresa, come quel ciuffo di verde violento sotto uno strato di neve. Se ne è andato, incamminandosi come Maestro sulla strada che tutti prima o poi percorreremo. Se ne è andato in silenzio, senza la tua musica, sottovoce,&#8230;sussurrando un inno che solo i nostri cuori sapranno udire. Se ne è andato, ma non dai miei ricordi. Resterà sempre dietro quel bancone come quando ero bambina. Il suo negozio era il<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2013/03/in-ricordo-di-lei-prof-alessandro/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Batosti.gif" height="300" align="middle" /></p>
<p>Ci ha colti tutti di sopresa, come quel ciuffo di verde violento sotto uno strato di neve.<br />
Se ne è andato, incamminandosi come Maestro sulla strada che tutti prima o poi percorreremo.</p>
<p>Se ne è andato in silenzio, senza la tua musica, sottovoce,&#8230;sussurrando un inno che solo i nostri cuori sapranno udire.</p>
<p>Se ne è andato, ma non dai miei ricordi.</p>
<p>Resterà sempre dietro quel bancone come quando ero bambina. Il suo negozio era il mio paradiso. Tra le sue mani passavano i miei sogni, le mie speranze: Spartiti, Strumenti.<br />
E bambina la osservavo seduta sul tappeto, mentre cercava di accordare il pianoforte che tanto massacravo&#8230; e parlava, della sua musica&#8230; dei suoi sogni.<br />
&#8220;<em>Non potevo fare il maestro, mi stava stretto&#8230; quando ho potuto ho preso la mia strada</em>&#8220;.</p>
<p>Queste parole erano per me quel vangelo che ho seguito, inconsapevole, per anni.<br />
&#8220;<em>Se la mamma brontola&#8230; lasciala brontolare, meglio un maestro felice che un dottore frustrato</em>&#8221;<br />
Aveva ragione, come sempre, come tutte le volte che, anche più grande, la ascoltavo sempre seduta sul tappeto, mentre si arrabbiava contro quel pianoforte che non voleva (e non vuole) tornare al suo posto.</p>
<p>L&#8217;abbiamo combattuto in tutti i modi. Mettendogli dentro panni su panni, provando a riempire la stanza con cuscini e peluche&#8230; ma il mio pianoforte è sempre stata per Lei una battaglia ancora aperta. E Si arrabbiava sempre di più, perchè quel suo suono, le era sempre piaciuto.</p>
<p>Se ne era innamorato da quando li ordinò: erano due, gemelli, i suoi &#8220;gioiellini neri&#8221;&#8230; ed era soddisfatto quando le dissi che uno sarebbe venuto ad abitare in casa mia. Contento, ed ogni volta lo rivedeva con piacere&#8230; se non fosse stato per quel danno meccanio causato dalle vibrazioni di un martello pneumatico dei costruttori del palazzo a fianco a noi.</p>
<p>Lei ci hai visto crescere&#8230; tutti noi, aspiranti musicisti della stessa mia generazione. Ha ascoltato le nostre aspirazioni, sconsigliato alcuni e spronato altri. Mi ha visto mettere le mani sulla tastiera quando avevo solo quattro anni, e forse ci considerava un pò tutti tuoi nipotini adottivi.</p>
<p>Ogni volta che varcava la soglia di casa era un rito. Un ritorno al passato, un ricreare collegamenti con amici che magari non avevamo più incontrato perchè ciascuno di noi lavora fuori da qui, ma lei hai in mano i nostri strumenti e resta ugualmente il collante di profonde amicizie. Ci aggiornava sulle nostre strade, ci consigliava su cosa fare.</p>
<p>E quante volte ci ha detto di seguire la strada fuori da Montecatini&#8230;. adesso so dirle che aveva ragione&#8230; e forse adesso sa cosa penso più di quando tu non potesse capire ascoltandomi.</p>
<p>La musica è stata per Lei la vita, nelle più svariate sfaccettature. E l&#8217;ha portata avanti, con il suo silenzio, con estrema umiltà, senza MAI piegarsi innanzi ai troppo frequenti ed illeciti compromessi di una città che conosce solamente la cultura del denaro e non quella dello studio e del sacrificio per la propria passione.</p>
<p>Ho ancora con me quel foglio d&#8217;album &#8220;Ave Maria&#8221;, quella che mi regalalò quando, ancora bambina, avrei dovuto suonare al mio primo matrimonio&#8230; con le ginocchia tremanti per il timore di non essere all&#8217;altezza della situazione.<br />
Non La ho potuto salutare, quest&#8217;oggi,&#8230; con la presenza che avrei desiderato&#8230;<br />
Allora, la suonerò per Lei, su questo pianoforte che ci ha sempre legati. E la dedicherò a Lei, per ogni volta che, nella mia vita, la suonerò ancora&#8230;.</p>
<p>Con infinito afffetto.</p>
<p align="right">Lavinia</p>
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		<title>No Audio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 15:31:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una frase fatta, un ritornello ormai scontato&#8230; ci&#242; che si ha di bello lo si capisce solo quando viene a mancare Ma quando ci&#242; che credi bello non esiste pi&#249;, non &#232; il dolore di tale assenza che ti distrugge, ma lo scoprire i dettagli di ci&#242; su cui non hai posto mai attenzione. E&#8217; come spegnere la luce ed apprezzare solamente al buio quelle gradazioni che solo adesso riesci a ricordare, e ti<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2013/03/no-audio/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">E&#8217; una frase fatta, un ritornello ormai scontato&#8230; </font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><em>c</em></font><font size="2" face="Verdana"><em>i&ograve; che si ha di bello lo si capisce solo quando viene a mancare</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ma quando ci&ograve; che credi bello non esiste pi&ugrave;, non &egrave; il dolore di tale assenza che ti distrugge, ma lo scoprire i dettagli di ci&ograve; su cui non hai posto mai attenzione.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">E&#8217; come spegnere la luce ed apprezzare solamente al buio quelle gradazioni che solo adesso riesci a ricordare, e ti rammarichi di non averle osservate abbastanza.<br />La tua ragione ti sottolinea, per&ograve;, che mai le avresti scoperte se fossero state ancora presenti.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">E&#8217; come questo silenzio, fisico, umano, mentale&#8230; dell&#8217;anima..<br />E&#8217; un silenzio architettato dal destino, il tuo fisico si ribella ed i suoni che tanto amavi non li puoi pi&ugrave; udire, cerchi di ricrearli ed ottieni solamente degli agglomerati d&#8217;onda sonora che non hanno pi&ugrave; alcuna forma elegante.<br />Ci&ograve; che era poesia si fa tremendo strillo<br />Ci&ograve; che era musica si fa caos sonoro che ti crea soltanto dolore.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Dolore fisico, dolore dell&#8217;anima&#8230;</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ci&ograve; che silenzio resta porta con s&egrave; il dolore del reale. Un mondo di cui non conosci pi&ugrave; il sapore. Una voce che non puoi pi&ugrave; udire, un abbraccio che non devi pi&ugrave; cercare.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Se la morte fosse silenzio non avrei paura, sarebbe solo un limbo ove vegetare passivamente, alimentando esasperatamente il proprio dolore.</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un sabato di ordinaria follia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 10:19:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La finestra sul cortile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato mattina, convocazione alle ore 8, per probabile supplenza, in una scuola media di un paese che non conosci&#8230; La sveglia suona ma la senti solamente alle 7,10 a quel punto cerchi di ri-guadagnare il tempo perduto nei modi pi&#249; assurdi: fai la doccia con lo spazzolino in bocca, ti infili le calzementre ti spazzoli i capelli, bevi il caff&#232; mentre scendi le scale per prendere la auto dove ti soffermerai ad infilare gli stivali<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2013/01/un-sabato-di-ordinaria-follia/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Sabato mattina, convocazione alle ore 8, per probabile supplenza, in una scuola media di un paese che non conosci&#8230; La sveglia suona ma la senti solamente alle 7,10 a quel punto cerchi di ri-guadagnare il tempo perduto nei modi pi&ugrave; assurdi: fai la doccia con lo spazzolino in bocca, ti infili le calzementre ti spazzoli i capelli, bevi il caff&egrave; mentre scendi le scale per prendere la auto dove ti soffermerai ad infilare gli stivali prima di mettere in moto. Poi scegli di fare i primi 8 km in autostrada, sempre per guadagnare tempo. Arrivi nel parcheggio della scuola in tempo utile per scoprire che dal parcheggio al plesso didattico c&#8217;&egrave; una salita in una strada sterrata di circa 250 metri. E comprendi che l&#8217;essere umano, quando vuole, sa anche volare&#8230; Entri correndo nel primo padiglione, ma dai disegni deduci che quella &egrave; la scuola materna. Esci, corri nell&#8217;altro mentre scivolano i tacchi sulla ghiaia del vialetto.. Seconda ala, apr&igrave; e la borsa ti scivola per terra. La custode ti guarda con indifferenza dicendo &quot;per le convocazioni di supplenza l&#8217;edificio in fondo al vialetto&quot;. Cos&igrave; mentre riprendi la tua caccia al tesoro ti chiedi come potessero sapere che cosa cercavi se non avevi ancora trovato respiro per parlare. E corri, corri, e i tacchi scivolano e la gonna ti fa un tutto unico con il cappotto e senti che una massa di tessuto sale diabolicamente lungo le gambe e le calze non ti riparano dal freddo tremendo di questa mattina. Mentre mandi al diavolo lo stilista del vestito, chi lo ha confezionato e pure te che hai deciso di indossarlo arrivi alla meta. Dono le 8,02 In un nanosecondo ti sistemi la gonna, raddrizzi il cappotto riprendi la borsa e cerchi il fiato per chiedere informazioni. Ma la custode senza alzare gli occhi dalla sua settimana enigmistica ti dice con tono monotono. &quot;Per la supplenza di musica ha accettato la n. 42, sar&agrave; pi&ugrave; fortunata la prossima volta&quot;.</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caro babbo&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 23:37:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro babbo,chiss&#224; che cosa stai vedendo da sopra questa pioggia&#8230; a volte me lo chiedo. Come sar&#224; il mondo visto da lass&#249;? Cosa pensi vedendo dall&#8217;alto&#160;gli uccelli che tanto amavi osservare nei loro voli?Lo sai che non mi vedrai nemmeno domani, non sar&#242; nella schiera dei falsi afflitti, coloro che si ricordano dei loro morti solo nelle feste comandate e ti snervano l&#8217;anima con quell&#8217;odore di fiore cos&#236; acuto che quasi pare appassito e marcio.<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2012/11/caro-babbo/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Caro babbo,<br />chiss&agrave; che cosa stai vedendo da sopra questa pioggia&#8230; a volte me lo chiedo. Come sar&agrave; il mondo visto da lass&ugrave;? Cosa pensi vedendo dall&#8217;alto&nbsp;gli uccelli che tanto amavi osservare nei loro voli?<br />Lo sai che non mi vedrai nemmeno domani, non sar&ograve; nella schiera dei falsi afflitti, coloro che si ricordano dei loro morti solo nelle feste comandate e ti snervano l&#8217;anima con quell&#8217;odore di fiore cos&igrave; acuto che quasi pare appassito e marcio.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">No, non ci sar&ograve;&#8230; come mai ci sono stata in tutti questi anni. Dieci, quasi undici. Sono sempre mancata a questo appuntamento. <br />Per me non sei dietro quel pezzo di marmo, per me non sei ossa abbandonate in un vestito bello. Per me sei me e vivo in ogni giorno.<br />Ti vedo nei miei occhi, neri quanto i tuoi, desiderosi di ridere e prendere in giro il mondo intero. Per me sei nelle mie mani, quando stringo il niente immaginando di tenerti per mano mentre cammino per le strade di Firenze, quelle che mi hai fatto conoscere negli ultimi nostri meravigliosi anni.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Per me sei in ogni gioia, in ogni dolore. E non c&#8217;&egrave; gioia che non faccia tanto male quanto quella che si scontra con la tua assenza, ma tu sei me&#8230; anche se alle volte &egrave; cos&igrave; difficile non poterti stringere, n&egrave; chiedere consiglio.<br /></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Babbo io non ci sar&ograve; domani, perch&egrave; ho sempre odiato tutti coloro che frequentano &quot;il luogo dei morti&quot; per farne il salotto annuale. Certe persone le criticavamo assieme, quanto tutte quelle che trasformavano una tomba in un mausoleo.<br />Sulla tua pietra c&#8217;&egrave; la Piet&agrave; che tanto amavi, e l&#8217;ulivo.. la tua vita. Nient&#8217;altro. Perch&egrave; non ho bisogno di scrivere il mio dolore, lo ricordo da sola.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Cerco i tuoi luoghi, quelli in cui hai vissuto, di cui mi hai tramandato un ricordo, una storia, ed ogni volta che ne vivo uno per la prima volta, rigorosamente da sola, immagino che tu sia l&igrave;&#8230; e parliamo di questa vita che cambia.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Quante cose sono cambiate babbo! Io continuo a non crescere e a non avere un futuro, alle volte mi impegno per maturare, ma tutto fallisce miseramente. Cammino da sola, cercando di sbattere la testa contro ogni muro, sempre pi&ugrave; forte&#8230;<br />In casa c&#8217;&egrave; un batuffolo di pelo, che avresti viziato anche tu, come facesti con il coniglietto di quando ero bambina. Ogni volta che ne osservo le espressioni cos&igrave; buffe, penso che sareste andati proprio d&#8217;accordo, due contro mamma, come &egrave; sempre stato.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Caro babbo,<br />chiss&agrave; che cosa avresti pensato seduto tra il pubblico di tutti quei concerti che non ho pi&ugrave; evitato&#8230; a quante porte avresti bussato al mio posto per aiutarmi nel mio lavoro, quante lettere avresti scritto, quanto ti saresti impegnato ad imparare ad usare il computer!</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Non ci sar&ograve; domani tra le schiere dei falsi afflitti. Camminer&ograve; per un sentiero di campagna, anche sotto una pioggia torrenziale&#8230;<br />Cercher&ograve; ancora la tua voce, ascoltando la semplicit&agrave; della natura&#8230; <br />come mi insegnavi tu.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Verdana"></font></p>
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		<title>Da &#8220;Diario&#8221; di Anne Frank</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 10:23:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Aforismi, massime e pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;L&#8217;Amore, che cos&#236;&#232; l&#8217;amore? Penso che l&#8217;amore sia qualcosa che in realt&#224; non si pu&#242; descrivere a parole. Amare una persona significa capirla, volerle bene, dividere le gioie e i dispiaceri. E poi, col tempo, viene anche l&#8217;amore fisico, hai diviso qualcosa, hai dato via qualcosa e qualcosa hi ricevuto, che tu sia sposato o meno, che nasca o non nasca un figlio. Non c&#8217;entra affatto se hai perso o no l&#8217;onore, basta che tu<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2012/09/da-diario-di-anne-frank/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3" face="Verdana">&quot;L&#8217;Amore, che cos&igrave;&egrave; l&#8217;amore? <br /></font><font size="3" face="Verdana">Penso che l&#8217;amore sia qualcosa che in realt&agrave; non si pu&ograve; descrivere a parole. Amare una persona significa capirla, volerle bene, dividere le gioie e i dispiaceri. <br />E poi, col tempo, viene anche l&#8217;amore fisico, hai diviso qualcosa, hai dato via qualcosa e qualcosa hi ricevuto, che tu sia sposato o meno, che nasca o non nasca un figlio. <br />Non c&#8217;entra affatto se hai perso o no l&#8217;onore, basta che tu sappia che per tutta la vita avrai vicino qualcuno che ti capisce eche non devi dividere con nessun altro!&quot;.</font></p>
<p align="right"><font size="3" face="Verdana"><em><strong>Tua Anne Marie Frank</strong></em></font></p>
<p align="right"><font size="3" face="Verdana"><em>Gioved&igrave; 2 Marzo, 1944 <br /></em></font></p>
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		<title>Il Creatore del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2012 12:51:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Messer Domeneddio dopo tant]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font size="2" face="Verdana">Messer Domeneddio dopo tant</p>
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