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Il violino a tre corde

Il 18 novembre del 1995, il violinista Itzhatk Perlman si presentò sul palcoscenico del Lincoln Center di New York per tenere un concerto. Per Perlman raggiungere il palcoscenico non era una impresa facile: colpito da polio quando era ancora bambino, era bloccato da protesi su entrambe le gambe e camminava con l’aiuto di stampelle. Il vederlo camminare, lentamente e faticosamente, per raggiungere il suo posto nell’orchestra, era una scena impressionante. Una volta seduto, dopo aver

Una voce che mancava

Sono tornata tra i banchi di scuola, ma questa volta non erano quei banchi verdi bordati di nero, con quel buco nell’angolo a destra, ove amavo spingere la gomma per diletto, e raccoglierla poi con la mano nascosta nel ripiano dei libri. Non erano neppure i lunghi banchi di metallo che mi attendevano all’università, era un banco con tasti bianchi e neri. Era il mio primo esame, oggi. Il primo esame da studentessa di trenta anni

Trama, ordito ed emozione

La vita è come una tela di un pittore solida e delicata, con la sua trama ed il suo ordito, tessuti da chi ci ha fortemente voluto nella nostra esistenza. Il nostro nudo è già un passato, il nostro primo vagito è già una storia. Quei fili di tela sono stati curati da chi sognava, nella giovinezza lontana, la sua famiglia futura l’esser madre, padre, nonno e già vedeva gli occhi di noi: bambini. Trama

Cuore di cristallo

Nel mio petto c’è un cuore di cristallo che si illumina in mille colori allo splendere dei ricordi. Con lo scorrere del tempo si arricchisce di piccole sfaccettature che donano nuovi riflessi al passato, più pacati o più accesi, più scuri o brillanti, ed il ricordo cambia il valore della gioia e del dolore. Nel mio petto c’è un cuore di cristallo, che il destino gioca a ridurre in frammenti. Si è scontrato con la durezza

Dono

Inerme, in cerca di una guida.Sono qui a donarti la mia anima, senza ricercare alcuna protezione. Se cadrò non sarà il dolore più forte della gioia del vivere. Non dire niente al vento che sfiora i miei capelli,Non cercare di frenarli dalla loro scomposta libertà,Accetta la mia imperfezione, è questo ciò ch’io sono. Ed io sono e vivo questa favola senza morale,Senza principi nè streghe cattive, non sono dama nè drago.Sono io, ed innanzi a

Esercizio in divenire

Cambiano queste mani, mentre passano i giorni. Sono forse più grandi ma meno agili di un tempo. Sono segnate dalle difficoltà e dal dolore: lividi, cicatrici, graffi, qualche ruga… Sono passati 26 anni da quando mi sollevarono da terra per farmi sedere davanti a quella macchina oscura che faceva suono… Ricordo ancora che la prima volta provai a premere uno di quei tasti bianchi e all’udire suono restai a bocca aperta, tasto premuto, e guardai

Anche io…

Anche io vivo questa strana primavera, mentre il sole compare svogliatamente tra una nuvola e l’altra per poi infuocare animi ed aria e raffreddare tutto ancora con insistente pioggia. E piove, fuori, sì come dentro. Mentre le mani cercano di avanzare su tasti neri e bianchi e poi su tasti bianchi e neri ancora, scontrandosi con tecniche e storie diverse.Sfioro con le dita questi libri ed il mio sguardo si perde. Anche io sento questo