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	<title>Lavinia Cioli &#187; Esercizi di Scrittura</title>
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	<description>Pianista &#124; Scrittrice &#124; Psicologa</description>
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		<title>Meditazione</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2017 21:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Gioca il mio pensiero, come un gatto, con inutili gomitoli di idee.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gioca il mio pensiero,<br />
come un gatto,<br />
con inutili gomitoli di idee.</p>
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		<title>Pagliaccio</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 22:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dell'amore e di altri demoni]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho pensato a quanto trucco è sul mio viso, e quanto peso è, intanto, dentro il cuore, mentre ti accolgo con un docile sorriso quanto, ferocemente, in me l&#8217;anima già muore in un turbine di dubbi e di pensieri, avviluppata dagli artigli di Ragione che i propositi d&#8217;oblio, ch&#8217;erano ieri, vinta dal dolor, pur già ripone. Ho pensato a quanto estesa è questa parte ch&#8217;io recito da giorni e giorni ancora tanto da non saper<div><a href="http://www.laviniacioli.it/2017/02/pagliaccio/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho pensato a quanto trucco è sul mio viso,<br />
e quanto peso è, intanto, dentro il cuore,<br />
mentre ti accolgo con un docile sorriso<br />
quanto, ferocemente, in me l&#8217;anima già muore<br />
in un turbine di dubbi e di pensieri,<br />
avviluppata dagli artigli di Ragione<br />
che i propositi d&#8217;oblio, ch&#8217;erano ieri,<br />
vinta dal dolor, pur già ripone.</p>
<p>Ho pensato a quanto estesa è questa parte<br />
ch&#8217;io recito da giorni e giorni ancora<br />
tanto da non saper già più se arte<br />
o completa finzione in me dimora.<br />
Vesto la giubba qual operistico pagliaccio<br />
e rido forte, infarinando il viso,<br />
fingo uno sguardo di superficiale ghiaccio<br />
mentre di sangue queste mie mani ho intriso.</p>
<p>Si chiuda il mio sipario, tutto è finito,<br />
che si estingua ogni più futile bugia,<br />
te ne andrai forse ridente e divertito<br />
di uno spettacolo d&#8217;infima categoria.</p>
<p>Io morrò, allora, qual fiore ormai reciso,<br />
cadendo tra memorie ed illusioni,<br />
e mai saprai che in realtà la vita ho ucciso<br />
bruciando l&#8217;anima d&#8217;inutili passioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>San Valentino</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 22:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dell'amore e di altri demoni]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un amore che non conosci ancora, e&#8217; quello che è rimasto ad ammirarti come un bambino incantato da magia, e&#8217; quello che silenzioso ascolta il tuo respiro mentre parli di ciò che ti allontana, è quello che siede al tuo fianco e medica le tue ferite, si prende cura di te, fin quando tu possa ancora prendere il volo. C&#8217;è un amore che non conosci ancora è quello che, segretamente nascosto nel profondo dell&#8217;anima,<div><a href="http://www.laviniacioli.it/2017/02/san-valentino-2/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un amore che non conosci ancora,<br />
e&#8217; quello che è rimasto ad ammirarti<br />
come un bambino incantato da magia,<br />
e&#8217; quello che silenzioso ascolta il tuo respiro<br />
mentre parli di ciò che ti allontana,<br />
è quello che siede al tuo fianco<br />
e medica le tue ferite,<br />
si prende cura di te,<br />
fin quando tu possa ancora<br />
prendere il volo.</p>
<div>
<p>C&#8217;è un amore che non conosci ancora<br />
è quello che, segretamente nascosto<br />
nel profondo dell&#8217;anima,<br />
ti spia invecchiare, mano nella mano<br />
con chi ti porta via.</p>
<p>C&#8217;è un amore, che non conosci ancora,<br />
è quello che ho donato al silenzio<br />
e mi distrugge ogniqualvolta<br />
io rammenti il tuo nome.</p>
</div>
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		<title>Ti donerò fucili</title>
		<link>http://www.laviniacioli.it/2015/11/ti-donero-fucili-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2015 18:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti donerò, figliolo, i miei fucili, perché la guerra si esaurisca in gioco e tu non sia, da grande, tra quei vili vestiti di pace, ma celanti il fuoco. Ti insegnerò le strategie di agguati a tutti i mostri della fantasia, perché, finito il gioco dei soldati, Paura non insidi la tua via. E fingerò la morte in un sorriso, risorgerò, ridendo, sotto il fuoco del tuo fucile innocuo e quel sorriso trasformerà tanto dolore<div><a href="http://www.laviniacioli.it/2015/11/ti-donero-fucili-2/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ti donerò, figliolo, i miei fucili,<br />
perché la guerra si esaurisca in gioco<br />
e tu non sia, da grande, tra quei vili<br />
vestiti di pace, ma celanti il fuoco.</p>
<p>Ti insegnerò le strategie di agguati<br />
a tutti i mostri della fantasia,<br />
perché, finito il gioco dei soldati,<br />
Paura non insidi la tua via.</p>
<p>E fingerò la morte in un sorriso,<br />
risorgerò, ridendo, sotto il fuoco<br />
del tuo fucile innocuo e quel sorriso<br />
trasformerà tanto dolore in poco.</p>
<p>Imparerai ad amare una bandiera,<br />
un ideale, nel valor di pace<br />
e quando sarai grande io sarò fiera<br />
per quell&#8217;umanità che in cuor tuo giace.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La bambina morta</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 22:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;&#232; una bambina mortadistesa sul mio cuorenella pi&#249; bella veste avvolta,ornata di primule e viole. C&#8217;&#232; una bambina mortad&#8217;innocenza disvelataStringe i capelli di una bambolache, come l&#8217;animo, ha&#160;graffiata. C&#8217;&#232; una bambina morta,dolce ed esile, qual fioreattende che le doni sepolturaquale&#160;scrigno, nel mio cuore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">C&#8217;&egrave; una bambina morta<br />distesa sul mio cuore<br />nella pi&ugrave; bella veste avvolta,<br />ornata di primule e viole.</p>
<p>C&#8217;&egrave; una bambina morta<br />d&#8217;innocenza disvelata<br />Stringe i capelli di una bambola<br />che, come l&#8217;animo, ha&nbsp;graffiata.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">C&#8217;&egrave; una bambina morta,<br />dolce ed esile, qual fiore<br />attende che le doni sepoltura<br />quale&nbsp;scrigno, nel mio cuore.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"></font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Desiderio</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jul 2012 22:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Si abbandon&#242; sul prato, respirando il selvaggio del bosco. Non aveva desiderio alcuno se non la lontananza dalla falsit&#224; del cemento e del reale. Avesse potuto trasformarsi in ramo, in sospiro, in vento! Avrebbe osservato, sfiorato, volato tra i sibili delle foglie, spiato gli occhi scuri dei cerbiatti. Si sarebbe lasciata avvolgere tra le spire dei serpenti, invidiandone la capacit&#224; di gustare l&#8217;odore del bosco. Desiderava lasciarsi travolgere dall&#8217;innocenza dei sensi. Eppure gli occhi del<div><a href="http://www.laviniacioli.it/2012/07/desiderio/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Si abbandon&ograve; sul prato, respirando il selvaggio del bosco. Non aveva desiderio alcuno se non la lontananza dalla falsit&agrave; del cemento e del reale.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Avesse potuto trasformarsi in ramo, in sospiro, in vento! Avrebbe osservato, sfiorato, volato tra i sibili delle foglie, spiato gli occhi scuri dei cerbiatti. Si sarebbe lasciata avvolgere tra le spire dei serpenti, invidiandone la capacit&agrave; di gustare l&#8217;odore del bosco.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Desiderava lasciarsi travolgere dall&#8217;innocenza dei sensi. Eppure gli occhi del mondo avrebbero sicuramente frainteso.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Si abbandono sul prato, respirando il selvaggio del bosco. <br />Chiuse gli occhi e nel suo sospiro scomparve, mentre un&#8217;aquila si alzava in volo.</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Azzardo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 23:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei giocare con la notte una partita a somma zero,immaginare di toglierle le vesti, una ad una come velo.Vorrei giocare con la notte, con lo sguardo di chi sfidae non teme la sconfitta, n&#232; il silenzio, n&#232; le grida. Vorrei giocare con la notte, vederla perdere e giacerequale uomo senza regole,&#160;dalle strategie&#160;leggere.Vorrei giocare con la notte, regalarle la vittoriaper gustare anche l&#8217;istante in cui l&#8217;oblio diventa gioia. Vorrei giocare con la notte nella notte di<div><a href="http://www.laviniacioli.it/2012/07/azzardo/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Vorrei giocare con la notte una partita a somma zero,<br />immaginare di toglierle le vesti, una ad una come velo.<br />Vorrei giocare con la notte, con lo sguardo di chi sfida<br />e non teme la sconfitta, n&egrave; il silenzio, n&egrave; le grida.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Vorrei giocare con la notte, vederla perdere e giacere<br />quale uomo senza regole,&nbsp;dalle strategie&nbsp;leggere.<br /></font><font size="2" face="Verdana">Vorrei giocare con la notte, regalarle la vittoria<br />per gustare anche l&#8217;istante in cui l&#8217;oblio diventa gioia.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Vorrei giocare con la notte nella notte di ogni sogno<br />ove non vive alcun concetto, ove solo nel mio sonno<br />avrei perso e vinto il tutto, quale abile giocatore<br />avrei perso e vinto il tutto, oscurando mente e cuore.</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fiore di Pesco</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 10:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[FIORE DI PESCO Vorrei fiorire nuovamente, dopo aver combattuto contro gelo e il candore di una falsa neve, contro il gioco del tempo. Vorrei fiorire nuovamente, dopo l&#8217;inverno della vita, vincendo il legno duro del destino con la dolcezza della speranza. Vorrei fiorire serenamente, al primo stemperarsi di ragione viva nei miei colori, resistente nella mia esplosione delicata nella passione e regalarti poesia, come fiore di pesco.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font size="3" face="Times New Roman"><strong>FIORE DI PESCO</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="3" face="Times New Roman"><br />Vorrei fiorire nuovamente, <br />dopo aver combattuto <br />contro gelo e il candore <br />di una falsa neve, <br />contro il gioco del tempo. </p>
<p>Vorrei fiorire nuovamente, <br />dopo l&rsquo;inverno della vita, <br />vincendo il legno duro del destino <br />con la dolcezza della speranza. </p>
<p>Vorrei fiorire serenamente, <br />al primo stemperarsi di ragione <br />viva nei miei colori, <br />resistente nella mia esplosione <br />delicata nella passione </p>
<p>e regalarti poesia, <br />come fiore di pesco. <br /></font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Airone</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 10:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sole si alz&#242; lentamente, quasi contro voglia, aprendo gli occhi in una mattina di primavera, quando l&#8217;aria pizzica la nuova erbetta per farla svegliare. Avevamo da poco lasciato alle nostre spalle Monsummano e la strada si faceva sempre pi&#249; deserta, le case si diradavano e noi continuavamo il nostro viaggio, mentre la Natura ci veniva incontro quasi porgendoci la mano. Era una sua promessa: se avessi avuto una buona pagella avremmo fatto una gita<div><a href="http://www.laviniacioli.it/2012/02/airone/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana"><img alt="" src="/public/aircen869.jpg" width="538" height="400" /></font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Il sole si alz&ograve; lentamente, quasi contro voglia, aprendo gli occhi in una mattina di primavera, quando l&rsquo;aria pizzica la nuova erbetta per farla svegliare. <br />Avevamo da poco lasciato alle nostre spalle Monsummano e la strada si faceva sempre pi&ugrave; deserta, le case si diradavano e noi continuavamo il nostro viaggio, mentre la Natura ci veniva incontro quasi porgendoci la mano. <br />Era una sua promessa: se avessi avuto una buona pagella avremmo fatto una gita in &ldquo;Padule&rdquo;. Cos&igrave; in aprile, pochi giorni dopo il mio sedicesimo compleanno, mio padre buss&ograve; alla porta di camera alle cinque di mattina, in un baleno mi preparai e scesi le scale, correndo verso la macchina. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Non avevo mai visto il &ldquo;padule&rdquo;, se non nelle poche illustrazioni di vecchi libri di caccia. Non sapevo quali colori avesse, nella mia mente immaginavo tutto in bianco e nero, come le fotografie di una volta&hellip; anche le storie che ascoltavo e provavo ad immaginare chiudendo gli occhi, erano tutte in bianco e nero&hellip; come film di un tempo passato. <br />Quella mattina i miei films avrebbero preso colore: la strada, che si era fatta sterrata, nel chiarore della mattina risaltava marrone, tra il verde scuro del fossato ed il chiaro degli alberi che, sempre pi&ugrave; lontani alla nostra sinistra, erano illuminati dai primi raggi di sole. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Lasciata la macchina ci incamminammo sull&rsquo;argine. Era un nuovo mondo che profumava d&rsquo;antico, aveva l&rsquo;odore del legno d&rsquo;ulivo che bruciava nei focolari ai tempi delle veglie d&rsquo;inverno&hellip; <br />Accanto a noi i cespugli di biodi e canneggi&ograve;le sembravano nascere da un velo di nebbia che si era adagiata sulle acque del canale. Camminammo per un po&rsquo; di tempo fino a che non raggiungemmo un piccolo porticciolo dove, seminascoste dai giunchi, sostavano alcune barchette. <br />&ndash; Saliamo sull&rsquo;ultimo barchino &ndash; disse mio padre &ndash; Ma cerca di non muoverti perch&eacute; viaggiamo a filo d&rsquo;acqua. Non fare rumore, altrimenti non si faranno vedere &ndash;. Cercai di seguire i suoi suggerimenti ed iniziammo a navigare nel canale. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Non avevamo altro intento che osservare silenziosi un mondo lontano, eppure a pochi passi dalla citt&agrave;. Mio padre, con l&rsquo;esperienza da &ldquo;vecchio&rdquo; cacciatore, mi indicava i vari tipi di piante, le tracce lasciate dai vari uccelli, i voli dei germani e delle folaghe e, mentre scrutava il cielo, il sole disegnava sulla sua fronte quelle rughe che il tempo non ha mai potuto scolpire. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">D&rsquo;improvviso il barchino entr&ograve; in un piccolo varco tra i cannicci ed il verde si apr&igrave;, come un sipario, su una creatura alta ed elegante. Era quasi un metro, ma a noi, seduti a filo d&rsquo;acqua, sembrava ancor pi&ugrave; slanciata; le sue piume erano di un grigio azzurro, contornate di nero ai lati del petto e vicino agli occhi, come se un pittore avesse voluto definirne meglio i lineamenti. Si volse verso di noi muovendo appena il lungo collo, ma non fugg&igrave;, rimase ad osservare&hellip; <br />&ndash; Babbo, che animale &egrave; questo? &ndash; chiesi sottovoce, <br />&ndash; E&rsquo; un airone cenerino &ndash; mi rispose <br />Intanto quella splendida creatura continuava a studiarci, senza fuggire. <br />&ndash; Perch&eacute; &egrave; qui, si sar&agrave; perso? Credi che sia ferito? &ndash; <br />&ndash; No &ndash; disse ridendo &ndash; L&rsquo;airone vive dove c&rsquo;&egrave; acqua, &egrave; un animale di palude, questo &egrave; il suo ambiente, anche se dal tempo della bonifica ormai non se ne vedono quasi pi&ugrave; &ndash;. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Non chiesi altro e rimasi ad osservare l&rsquo;airone che continuava a scrutare ora la terra, ora il cielo. <br />&ndash; Ricordi quando da piccola la domenica mattina ti portavo al Tettuccio? &ndash; chiese improvvisamente mio padre &ndash; Correndo attraversavi l&rsquo;ingresso e salivi verso il Regina, poi ti fermavi davanti alla fontana, anche per mezz&rsquo;ora, e volevi sempre che ti raccontassi la leggenda dell&rsquo;airone e della rana &ndash;. <br />&ndash; Non la ricordo &ndash; risposi &ndash; Che cosa diceva? &ndash; <br />Mio padre sorrise, poi si sedette pian piano sul barchino ed inizi&ograve; il suo racconto. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">&ndash; Un tempo Montecatini e tutta la Valdinievole erano una zona paludosa. Le acque zampillavano liberamente dalle sorgenti e si raccoglievano in fossati per poi ristagnare, formando acquitrini salati. Quello era il paradiso di animali come l&rsquo;airone e la rana, come i germani, gli svassi, &hellip; ma era anche il regno della malaria. <br />Proprio per combattere questa malattia e rendere vivibili queste terre ricche di acque curative, il Granduca Leopoldo di Lorena si impegn&ograve; nella bonifica e nel risanamento di tutta la nostra zona. <br />Bonificare vuol dire togliere terreni alla palude per renderli asciutti, cos&igrave; gli animali palustri furono costretti a migrare perch&eacute; non avevano pi&ugrave; cibo n&eacute; luoghi dove nidificare. Le acque delle sorgenti furono incanalate e distribuite nei vari stabilimenti, e quelle in eccesso furono fatte confluire nel Salsero, il rio salato. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Da terreno paludoso Montecatini divenne luogo di cura, e successivamente furono costruiti anche grandi alberghi e strutture per il soggiorno e l&rsquo;intrattenimento. Verso la fine degli anni venti tutta la citt&agrave; sub&igrave; un&rsquo;opera di restauro e rinnovo degli stabilimenti termali e degli edifici. Proprio in questo periodo di rinnovo fu posta all&rsquo;interno del Tettuccio, davanti allo stabilimento Regina, una fontana, raffigurante un airone nell&rsquo;atto di prendere il volo, mentre una piccola rana schizza acqua verso di lui. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Probabilmente il Romanelli, quando ha creato la sua fontana, ha pensato ad una leggenda secondo la quale un giorno, sulle rive di un piccolo specchio d&rsquo;acqua, si incontrarono un airone ed una rana. Fino a quando la valle era il regno degli aironi, predatori di rane, queste erano costrette a nascondersi sott&rsquo;acqua, spaventate, per aver salva la vita. La bonifica cancell&ograve; il padule e l&rsquo;airone, un tempo principe, fu costretto a migrare verso luoghi sconosciuti. <br />La rana, cos&igrave;, sentendosi sicura perch&eacute; i piccoli specchi d&rsquo;acqua rimasti erano a lei sufficienti, guard&ograve; l&rsquo;airone ed inizi&ograve; a deriderlo, a farsi beffa di quel predatore ormai indifeso. <br />L&rsquo;airone, rimasto per tutto il tempo in silenzio, improvvisamente si volse verso la rana e disse: <br />&laquo;Io sono sconfitto e tu che mi temevi ora mi deridi credendoti vittoriosa. Ma quando verr&agrave; l&rsquo;estate l&rsquo;acqua non sar&agrave; pi&ugrave; sufficiente nemmeno per te, perci&ograve; non cantare la mia sconfitta ma cerca un rifugio&raquo;. <br /></font><font face="Verdana">La rana non ascolt&ograve;, continu&ograve; a beffeggiarlo ed a schizzare acqua verso di lui fino a farlo starnazzare dal solletico. L&rsquo;airone, costretto a volare via, apr&igrave; le ali e spicc&ograve; il volo, alto nel cielo. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Venne l&rsquo;estate ed il sole splendente cancell&ograve; anche gli ultimi specchi d&rsquo;acqua. L&rsquo;uomo intanto aveva coperto il Salsero per dare vita ad una citt&agrave; pi&ugrave; elegante, e la rana, che aveva deriso l&rsquo;airone, rimase sola, stremata, affamata, senza cibo e senza rifugio. Allora ricord&ograve; le parole dell&rsquo;airone, ma era troppo tardi: i raggi del sole le avevano bruciato la pelle e la sua ultima dimora fu la cassetta di un netturbino incaricato di pulire il viale. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Intanto, in un lontano angolo del mondo, l&rsquo;airone aveva trovato una nuova casa ed insegnava ai suoi piccoli a cacciare le rane &ndash;. <br />In quel preciso istante, quasi avesse aspettato la fine del racconto, l&rsquo;airone si volt&ograve; di nuovo verso di noi e, dopo averci osservato sospettoso, pieg&ograve; le zampe, si spost&ograve; all&rsquo;indietro sollevando le ali e spicc&ograve; il volo, rimanendo elegantemente sospeso per alcuni istanti per poi volare poco pi&ugrave; lontano. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">&ndash; Babbo, come sono belli! &ndash; esclamai mentre lui, succhiando un filo d&rsquo;erba che aveva accuratamente scelto in mezzo a quel tappeto verde, riprendeva a spingere il barchino verso il porticciolo. <br />&ndash; Sono le creature pi&ugrave; liete del mondo, sentono giocondit&agrave; e letizia pi&ugrave; che alcun altro animale &ndash; rispose citando Leopardi. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Fu una gita fatta di silenzi e meraviglie, un tuffo in un mondo lontano e quieto, ove lotte interminabili per la sopravvivenza si svolgono in segreto, e l&rsquo;uomo pare uno straniero; avevo a fianco mio padre, che, nascondendo un pizzico di soddisfazione, mi spiegava le meraviglie di una vita fatta di niente, se non d&rsquo;acqua, di sole e cielo. </font></p>
<p><font face="Verdana"></p>
<p align="justify">Pochi anni dopo, gli uomini e la vita si sono fatti beffa di mio padre, come la rana fece con<font face="Verdana">l&rsquo;airone, ed anche lui ha aperto le sue ali ed &egrave; volato vittorioso verso il cielo, lasciandoci l&rsquo;ombra di dolci ricordi&hellip; </font></p>
<p></font><font face="Verdana"></p>
<p align="justify">Da quel giorno non vi &egrave; angolo della pineta ove la mia mente non scorga un piccolo paradiso, ed il Tettuccio si &egrave; fatto tempio dei miei ricordi: &hellip; fra le sue colonne danzano fantasmi di un tempo passato, e &hellip; davanti alla fontana del Romanelli mi aspetta mio padre&hellip; </p>
<p align="right"><em>2001</em></p>
<p align="center"><img src="/public/11.jpg" alt="" /></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p></font></p>
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		<title>Nonsense (3)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 23:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi di Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio giocare con le parole, fino a farvi dimenticare il loro significato.Voglio coprirvi di nuovi suoni, fino a stordire la mente, mentre perdete il sonno cercando l&#8217;inizio di una filastrocca che non sembra affondare in alcun luogo, ma avvitarsi costantemente su se stessa ad un ritmo costante e mai troppo lento.. e mai troppo veloce. Smarrito &#232; il senso, smarritala ragionenon trovo la trama&#160;di questo maglioneche avvolge la mente e toglie il respiroe la parola<div><a href="http://www.laviniacioli.it/2012/01/nonsense-3/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Comic Sans MS">Voglio giocare con le parole, fino a farvi dimenticare il loro significato.<br />Voglio coprirvi di nuovi suoni, fino a stordire la mente, mentre perdete il sonno cercando l&#8217;inizio di una filastrocca che non sembra affondare in alcun luogo, ma avvitarsi costantemente su se stessa ad un ritmo costante e mai troppo lento.. e mai troppo veloce.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Comic Sans MS">Smarrito &egrave; il senso, smarritala ragione<br />non trovo la trama&nbsp;di questo maglione<br />che avvolge la mente e toglie il respiro<br />e la parola continua il suo giro.</p>
<p>E non c&#8217;&egrave; senso, non c&#8217;&egrave; orientamento,<br />questo mio essere si confonda col vento<br />che scuote il tuo volto, punge il tuo viso<br />&egrave; un vento di nulla di cui il tutto s&#8217;&egrave; intriso.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Comic Sans MS">Cadi ed affondi, riemergi e t&#8217;illudi<br />ma al gusto son aspri, qual cardi crudi,<br />quelle dolci moine con cui ti rialzo<br />e trasformo il tuo essere in banale falso.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Comic Sans MS">Ho vinto ed ho perso e mai ho giocato<br />perch&egrave; al primo lampo mi son ritirato<br />temendo uno squarcio di qualche ragione<br />ho coperto il mio viso con questo maglione</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Comic Sans MS">&egrave; fatto di nulla, di vane parole<br />che suonano e giocano qual tenera prole<br />e perdi, ho perso, o mai fu trovato<br />il senso di quanto &egrave; qui terminato.</font></p>
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