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	<title>Lavinia Cioli &#187; Viaggi</title>
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	<description>Pianista &#124; Scrittrice &#124; Psicologa</description>
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		<title>Montecatini Alto</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2007 22:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una storia lontana di orgoglio e passione, una terra da gustare come fosse il proprio sangue, la propria vita. Riconosco la mia casa al primo spuntare della collina, sia ch&#8217;io venga dal mare, sia ch&#8217;io venga dai monti. E&#8217; lì, ferma, stabile nella sua posa di vedetta. E festeggia il mio arrivo con decine di candeline. I suoi lampioni di lontano, fanno apparire il paesello sotto la veste di naturale torta per festeggiare qualcuno. Ed<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/05/montecatini-alto/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una storia lontana di orgoglio e passione, una terra da gustare come fosse il proprio sangue, la propria vita.</p>
<p align="justify"><span>Riconosco la mia casa al primo spuntare della collina, sia ch&#8217;io venga dal mare, sia ch&#8217;io venga dai monti. E&#8217; lì, ferma, stabile nella sua posa di vedetta. E festeggia il mio arrivo con decine di candeline.</span></p>
<p align="justify"><span>I suoi lampioni di lontano, fanno apparire il paesello sotto la veste di naturale torta per festeggiare qualcuno.</span></p>
<p align="justify"><span>Ed io mi illudo che la mia terra attenda questo ritorno, ogni sera, ogni istante. Sono legata da catene invisibili, eppure io odio chi vive su questo suolo.<br />
Ma amo il suolo e la sua storia, di cui son parte, e torno a casa, come rondine al nido.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questo Lassie un pò acciaccato</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2007 14:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; tornato fremente di gioia, ma incapace di scodinzolare. Ma è tornato a casa. Il padrone lo attendeva, stanco e impaziente di sorridere. Lassie aveva il pelo sporco dalle intemperie, ma il padrone non ha dato peso. Si sono corsi incontro, abbracciandosi per quanto la condizione poteva permettere. Poi sono entrati in casa, chiudendo la porta alle loro spalle. C&#8217;era una vita di cose da condividere ancora.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span>E&#8217; tornato fremente di gioia, ma incapace di scodinzolare. Ma è tornato a casa.<br />
Il padrone lo attendeva, stanco e impaziente di sorridere.</span></p>
<p align="justify"><span>Lassie aveva il pelo sporco dalle intemperie, ma il padrone non ha dato peso.</span></p>
<p align="justify"><span>Si sono corsi incontro, abbracciandosi per quanto la condizione poteva permettere. Poi sono entrati in casa, chiudendo la porta alle loro spalle.</span></p>
<p align="justify"><span>C&#8217;era una vita di cose da condividere ancora.</span></p>
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		<title>Roma : Appunti di viaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 18:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo viaggio in compagnia di Silenzio e Solitudine. Partire con una sola valigia, una fuga di pochi giorni dal mondo abitudinario, da volti cari e da mille legami. Alle volte è una necessità esistenziale: lasciarsi il mondo alle spalle e cercare tra angoli sconosciuti la propria persona. Colei che tace ogni giorno, nascosta da una controfigura impegnata ad intrattenere pubbliche relazioni. Ho con me una valigia ed un residuo di modernità, un lettore Mp3<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/04/roma-appunti-di-viaggio/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span>Un nuovo viaggio in compagnia di Silenzio e Solitudine.<br />
Partire con una sola valigia, una fuga di pochi giorni dal mondo abitudinario, da volti cari e da mille legami. Alle volte è una necessità esistenziale: lasciarsi il mondo alle spalle e cercare tra angoli sconosciuti la propria persona. Colei che tace ogni giorno, nascosta da una controfigura impegnata ad intrattenere pubbliche relazioni.</span></p>
<p align="justify"><span>Ho con me una valigia ed un residuo di modernità, un lettore Mp3 che sostituisce lo storico WalkMan a cassette, quella macchinetta innovativa che ci portavamo in bicicletta da bambini. Con le cuffiette agli orecchi ci sembrava di essere più grandi e di avere visioni diverse del mondo, perchè colorato dalla nostra colonna sonora.</span></p>
<p align="justify"><span>Ho portato vecchie canzoni, ma non riesco ad ascoltarle perchè potrei piangere cercando di afferrare ricordi, preferisco questa musica nuova, il gusto mio più recente. Come un nuovo sottofondo musicale per una nuova avventura.</span></p>
<p align="justify"><span>Ho con me quaderno e penna per scrivere forse poesie o semplici pensieri, ho libri, macchina fotografica e tante buone intenzioni che forse mai si avvereranno, come la regola vuole.</span></p>
<p align="justify"><span>Roma è la mia meta, con il suo magico paradosso di essere pronta ad accogliere ogni viandante, anche quando nessuno lo attende.<br />
Sono scesa dal treno invisibile agli abbracci ed estranea ai sorrisi. Portando la mia valigia come fedele cagnolino. Mi ha accolto una musica lenta, uno strano blues.<br />
Non è il mio genere, ma lo apprezzo ugualmente. Dona l&#8217;illusione di iniziare un&#8217;avventura da film.</span></p>
<p align="justify"><span>Sono protagonista di un destino sconosciuto. Ho la mia colonna sonora, respiro aria calda e solare. Ho una valigia ricolma di dubbi ed una mappa troppo ingarbugliata di pensieri.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Adieux: Per te dalla lingua straniera e dallo sguardo triste</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 18:13:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piccolo pensiero per un viaggiatore solitario: Per te, dalla lingua straniera e dallo sguardo triste. Per te, che cercavi un pasto tra la gente, lontano da amore e sorrisi: Buon viaggio. Sia questo un ritorno tra braccia affettuose o un lieto incontro con quel lato di te perso nel mondo. Ho incontrato la tua storia ad un tavolo di una trattoria, un incontro gestito dalle bizze del casuale destino. Non parli la mia lingua, nè<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/04/adieux-per-te-dalla-lingua-straniera-e-dallo-sguardo-triste/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span>Un piccolo pensiero per un viaggiatore solitario:</span></p>
<p align="justify"><span><em>Per te, dalla lingua straniera e dallo sguardo triste.</em><br />
Per te, che cercavi un pasto tra la gente, lontano da amore e sorrisi: Buon viaggio. Sia questo un ritorno tra braccia affettuose o un lieto incontro con quel lato di te perso nel mondo.</span></p>
<p align="justify"><span>Ho incontrato la tua storia ad un tavolo di una trattoria, un incontro gestito dalle bizze del casuale destino. Non parli la mia lingua, nè io la tua. Ci siamo compresi un pò a stento, tra gesti e parole straniere ad entrambi ed imparate tra banchi di scuola.<br />
Tra mezzi sorrisi e fatiche hai dipinto il tuo mondo confuso, il tuo viaggio improvviso e la famiglia lontana.</span></p>
<p align="justify"><span><em>CCiao Belà</em> sussurravi a tua figlia, interrogandomi con lo sguardo, per capire se era giusta la tua intonazione.<br />
Ci siamo scambiati illustrazioni delle terre più care: la tua Francia, la mia Italia. Ho capito che vuoi tornare, ma solo. Ancora, da solo.</span></p>
<p align="justify"><span>Il tuo sguardo scrutava una malinconia impalpabile, come irrequietezza lontana. E&#8217; proprio questo che ti ha portato a fuggire?<br />
Non mi sono concesse risposte, ho incontrato la tua vita in questa sera: tra arrivo e partenza, tra bisogno di casa e desiderio di fuga.</span></p>
<p align="justify"><span>Tornerai ai tuoi figli come una rondine dalle scure ali avvolgenti&#8230; e lo sguardo lontano.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roma: L&#8217;oste</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 22:23:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una figura tipica, frutto del genio della tradizione. In una perfetta divisa scura e con un tovagliolo color crema al braccio. Penna e blocchetto delle comande nel taschino. Diverso è solamente lo sguardo: giovane, dolce, azzurro; ed una simpatia in sorriso che disarma e convince. Forse entrare in questa trattoria è la giusta fine della serata. Una mano apre la porta ed invita a sedersi ad un tavolo solitario e tranquillo come il mio compagno<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/04/roma-loste/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span>Una figura tipica, frutto del genio della tradizione. In una perfetta divisa scura e con un tovagliolo color crema al braccio. Penna e blocchetto delle comande nel taschino.<br />
Diverso è solamente lo sguardo: giovane, dolce, azzurro; ed u</span><span>na simpatia in sorriso che disarma e convince.</span></p>
<p align="justify"><span>Forse entrare in questa trattoria è la giusta fine della serata. Una mano apre la porta ed invita a sedersi ad un tavolo solitario e tranquillo come il mio compagno di viaggio, che ha nome Silenzio.</span></p>
<p align="justify"><span>Spigliato ed in perfetto dialetto romano illustra le specialità della casa ed approva la decisione e velocità di scelta del cliente. Una parola gentile per tutti, un complimento per qualche particolare che nessuno si era accorto di avere e si è conquistato il tuo dessert.</span></p>
<p align="justify"><span>E&#8217; un&#8217;arte anche questa. Più sottile della dialettica, più potente della persuasione. Sarai cliente ancora perchè per un istante qualcuno si è accorto di te.</span></p>
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		<title>Attesa</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 13:26:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Attendo che le ore passino, tra un appuntamento e l&#8217;altro. Seduta ad un Internet Point sperduto nella città. Il mondo è al mio fianco, il mondo è nella rete, il mondo passa davanti ai miei occhi, da questa finestra che affaccia sui viali della stazione centrale. Attendo che le ore passino, mentre gli obblighi si accumulano e gli appuntamenti attendono. Fuori gioca la primavera, ruzza, come dice il fornaio. Ho comprato un panino con le noci,<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/04/attesa/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Attendo che le ore passino, tra un appuntamento e l&#8217;altro. Seduta ad un Internet Point sperduto nella città. Il mondo è al mio fianco, il mondo è nella rete, il mondo passa davanti ai miei occhi, da questa finestra che affaccia sui viali della stazione centrale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Attendo che le ore passino, mentre gli obblighi si accumulano e gli appuntamenti attendono. Fuori gioca la primavera, <em>ruzza</em>, come dice il fornaio. Ho comprato un panino con le noci, ho consumato il mio pranzo su una panchina delle Cascine, mentre il mondo passava.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">E mi è tornata alla mente una canzone di cui non ricordo il titolo.<br />
<em>Il mondo passa da Firenze, solo per prendersi un caffè</em>.<br />
Mi accorgo di quanto sia vera questa frase, in questa mia attesa, il giovane mondo passa innanzi ai miei occhi. Impegnato nella sua solitudine.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Ho parlato a lungo con un anziano signore, scambiando impressioni su un tempo che non ho mai conosciuto.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La brioche</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 11:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; primavera&#8230; Svegliatevi Bambine, Alle Cascine Messer Aprile fa il rubacuor. Cantava così il proprietario del bar, mentre scuoteva la tovaglia per coprire il tavolo sul marciapiede, apparecchiando per la giornata. La sigaretta in bocca e la matita sull&#8217;orecchio: [...] Post perduto&#8230;.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">E&#8217; primavera&#8230;<br />
Svegliatevi Bambine,<br />
Alle Cascine Messer Aprile<br />
fa il rubacuor.</span></em></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Cantava così il proprietario del bar, mentre scuoteva la tovaglia per coprire il tavolo sul marciapiede, apparecchiando per la giornata.<br />
La sigaretta in bocca e la matita sull&#8217;orecchio: [...]</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><em>Post perduto&#8230;.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attesa e speranza</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 10:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Camminando tra borghi e paesi s&#8217;incontrano storie di pietra. Nessuna voce mai le racconta eppure la pelle comprende, d&#8217;istinto, qualcosa. Una lanterna su una porta socchiusa e inchiodata d&#8217;assenza, una casa vissuta dalla terra e abbracciata di edera. Un contrasto naturale&#8230; ed io vivo la sua storia. E&#8217; un odore forse, l&#8217;umidità del passato, l&#8217;odore di cassetti della nonna chiusi da anni. Si aprono e con il respiro tornano alla luce del ricordo le trine, i fazzoletti, i<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/03/attesa-e-speranza/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Camminando tra borghi e paesi s&#8217;incontrano storie di pietra. Nessuna voce mai le racconta eppure la pelle comprende, d&#8217;istinto, qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span>Una lanterna su una porta socchiusa e inchiodata d&#8217;assenza, una casa vissuta dalla terra e abbracciata di edera. Un contrasto naturale&#8230; ed io vivo la sua storia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>E&#8217; un odore forse, l&#8217;umidità del passato, l&#8217;odore di cassetti della nonna chiusi da anni. Si aprono e con il respiro tornano alla luce del ricordo le trine, i fazzoletti, i numeri di telefono scritti su fogli di giornale ingiallito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ho davanti una porta ed un lampione: sono la vita. Quella timida lanterna che illumina una strada di cui non è dato conoscere la fine, nè quale sarà l&#8217;identità dei suoi viandanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>E&#8217; una soffusa luce ancorata ad una parete di ricordi, chiusi nel cuore da fragili sigilli di storia.</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Buongiorno Signora&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 12:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno Signora, L&#8217;è da sola?&#8230; Tutti i clienti si volgono verso la porta meravigliati: chi mai è quel mostro che si presenta da solo in trattoria? &#8220;Si&#8230;&#8221; la voce si affaccia alle labbra un pò titubante. &#8220;Allora prego, La si accomodi là a qqui &#8216;ttavolo&#8220;. Il cameriere indica un tavolino nell&#8217;angolo, è per due. Mentre mi accingo a sedermi mi accorgo di essere l&#8217;unica ad avere una tovaglia. E&#8217; gialla brillante con fiori grandi colore rosso<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/03/buongiorno-signora-le-da-sola/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><em><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Buongiorno Signora,</span></em></p>
<p align="left"><em><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">L&#8217;è da sola?&#8230;</span></em></p>
<p align="left"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Tutti i clienti si volgono verso la porta meravigliati: chi mai è quel mostro che si presenta da solo in trattoria?</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">&#8220;Si&#8230;&#8221; la voce si affaccia alle labbra un pò titubante.<br />
&#8220;<em>Allora prego, La si accomodi là a qqui &#8216;ttavolo</em>&#8220;.<br />
Il cameriere indica un tavolino nell&#8217;angolo, è per due.<br />
Mentre mi accingo a sedermi mi accorgo di essere l&#8217;unica ad avere una tovaglia. E&#8217; gialla brillante con fiori grandi colore rosso e azzurro. Di nuovo il cameriere si avvicina, porta una tovaglietta rettangolare di carta gialla e posate, avvolte in un tovagliolo.<br />
&#8220;<em>Cosa gradirebbe, Signora?</em>&#8221;<br />
Di nuovo i clienti si volgono. &#8220;Non sono Signora&#8221; vorrei sussurrare, ma preferisco tacere e contrattare per un poco di pasta, un pò d&#8217;acqua e un caffè.<br />
Scrive premuroso sul taccuino a quadri, poi si allontana. Riflette la luce sul suo capo coperto da incerta capigliatura.<br />
Nell&#8217;attesa osservo la sala, si nascondono gli occhi che spiavano la novità sola, seduta al tavolo per due, con la tovaglia a fiori; odo un bisbiglio: <em>E&#8217; da sola</em>.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Alla parete color paglia, sono appesi specchi di un tempo: pubblicità di biscotti, quei volti di cento anni fa con i capelli scuri racchiusi in crocchia. Mi sorprendo a riflettere la mia immagine in uno di questi strani specchi e scopro che è poco diversa: stessi capelli, stesso volto silenzioso. Ma non ho scatole in mano, nè sorriso.<br />
Di fronte, schizzi a carboncino di una Firenze dimenticata, fatta di tram e carrozze. A fianco una botte con la riserva di cantina. L&#8217;aria profuma di cucina e di vita.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Arriva il solitario pasto e in più tempi torna ossequioso il cameriere ad accertarsi che tutto possa essere di mio gradimento.<br />
Strana è questa atmosfera d&#8217;incerto e cordiale. Comprendo che è uno studiarsi a vicenda fingendo un sorriso, poi sguardi curiosi e bisbigli a volto chinato.<br />
Fingo di non notare, concentrandomi sulla forma a conchiglia della pasta che si piega e sembra non voglia permettere al dente della forchetta di penetrare nel suo spessore.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Finisco e sorrido, ancora, poi il rumore di cassa, la mano che fruga, il contatto con spiccioli freddi e minuti. Comprende, quell&#8217;uomo, che tornerò ancora:<br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">&#8220;<em>Allora arrivedella, Signora</em>&#8220;.</span></p>
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		<title>&#8220;Bimba&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2007 17:55:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Buongiorno Bella Bimba&#8221; Un saluto familiare, ormai, con quella calata fiorentina che fa sentire a casa. Si sono aperte le porte del bar di &#8221;via dì corno&#8221; ed io entro nella mia storia: quella Firenze sognata sui libri, immaginata dai tuoi racconti, vissuta nei miei ricordi. Passano gli anni e non mi accompagnano le mascalzonate di un tempo, nè i compagni. Si alternano volti al mio fianco, vite di cui non conosco la storia, voci con<div><a href="https://www.laviniacioli.it/2007/03/bimba/" class="bloglink">Continua<i class="icon-long-arrow-right"></i></a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">&#8220;<em>Buongiorno Bella Bimba</em>&#8221;<br />
Un saluto familiare, ormai, con quella calata fiorentina che fa sentire a casa. Si sono aperte le porte del bar di &#8221;via dì corno&#8221; ed io entro nella <em>mia</em> storia: quella Firenze sognata sui libri, immaginata dai tuoi racconti, vissuta nei miei ricordi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Passano gli anni e non mi accompagnano le mascalzonate di un tempo, nè i compagni. Si alternano volti al mio fianco, vite di cui non conosco la storia, voci con cui condivido un impegno imminente. Ma questo bar è sempre lo stesso, con le sue foto storiche alle pareti, con le bandiere della squadra del posto e gli autografi di calciatori che, come meteore, hanno attraversato il loro cielo e adesso risultano ignoti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"><em>Buongiorno Bella Bimba</em>,<br />
Oggi come ieri, come lo scorso anno, come dieci anni fa. Mi scalda questa famiglia immaginaria, con il suo abbraccio, nel freddo del mattino, nel gelo del mio cuore.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Sto viaggiando senza meta, senza tempo. Ma so che da qui partirà questo mio errare, anche per questa mattina.</span></p>
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