Category : Firenze e Toscana

Lingue di Fuoco

E’ sempre stato al centro della mia immaginazione, ne udivo fantastici racconti dai cacciatori, amici di mio padre, nelle sere d’inverno, quando sedevamo tutti accanto al camino.Anche mio padre aveva sempre contribuito alla costruzione dei miei quadri da sogno con i suoi ricordi di bambino, di ragazzo, di adulto, di uomo vissuto nel pieno rispetto della natura. Mi dipingeva quel luogo come un paradiso incantato, fatto di silenzio e pace, pur pieno di vita. E

Linea 12

Ci sono giorni in cui nemmeno la città ha voglia di lasciarti andare al lavoro. E’ come se carpisse i desideri reconditi di ogni singolo uomo che posa il proprio piede sulle pietre fatte di storia. e giocasse a realizzare i sogni di ciascuno. Ed è forse uno di questi motivi che mi ha spinto sull’autobus questa mattina, il 12, quello che collega le due stazioni ferroviarie. Sono salita, parzialmente addormentata, come ogni mattina in

Monologo di un tassista

Vede Signora,Sono stato via da questa città per quasi quindici anni.Ho vissuto a Milano, sa… là c’è tutta un’altra testa. La gente si fa i fatti suoi e pensa a lavorare. Mi mancava l’affetto di questa città, ma si viveva abbastanza bene. Ora son torato qui e faccio il tassista, mi alzo la mattina prendo la mia macchina e vado alla stazione e da lì si gira per tutto il giorno. Scivola il lungarno dal

Lungarno

*Per il sondaggio del mese, scorrere la pagina in basso a destra* Non ero più tornata in questo giardino. Avevo cancellato dalla mia mappa della città questo spazio dove regna Eros, svolazzando tra i vialetti in cerca di cuori da trafiggere con le sue frecce dorate. Sono entrata ed ho ripercorso le mie strade, le nostre strade. Rivedevo due ragazzini per mano, lei timida ed impaurita, lui sicuro e sbruffoncello nella voce, ma dallo sguardo

Meditation

Firenze Santa Maria Novella è festa per lui che va, per lei che resta per un amore che ritornerà Sono tornata nella piazza di Santa Maria Novella ed ho deciso di soffermarmi ad ammirarla ancora.Ho fermato ogni mio impegno, ogni mia corsa verso appuntamenti per ricordarmi di te. Per ricordarmi di noi. La panchina c’è ancora, anche i piccioni ed i turisti. I loro volti sono diversi, come la loro storia, come il mio presente.

Fiorentini

A. A. A.  Fiorentino D.O.C. cercasi. Mi sono persa per le vie del centro, non c’è nessuno che parla la mia lingua.. o almeno il greco antico?

L’albero di natale

Non ho potuto vederti adornata a festa, mia cara Firenze.Ho mancato un appuntamento che rispettavo dal primo giorno che scesi dal treno, in una stazione talmente gremita da essere incurante della sua stessa esistenza. Mi è mancato qualcosa del mio Natale, è come se non lo avessi vissuto.Non ho rispettato quel rito che mi spinge a fingermi un turista per assaporare l’odore di caldarroste nell’angolo del mercato del porcellino, mentre lo sguardo invidia la maestria

Il calore di una favola vivente

  Ruota (Capannori, LU) Presepe Vivente Camminando tra pastori e zampognari, mentre dalle botteghe ai lati della strada giunge profumo di giunco impagliato e di stoffa. Camminando tra contadinelle e uomini d’altri tempi, mentre si ode il rumore del ferro battuto e del telaio. Camminando tra vicoletti scaldati da focolai accesi ai lati del ciottolato, mentre raglia l’asino e l’agnellino volge al cielo il primo sguardo, ho compreso il valore del Natale. Non è l’evento

Panchine d’un tempo che non c’

Firenze si sveglia sotto una gelida coperta di brina. Pizzica la pelle di chi come me questa mattina non è nel suo letto, ma altrove per vie d’obbligo o per scelta.Come di consueto si aprono le porte di un autobus che odora di freddo e di sudore. L’autista accoglie con un "Buongiorno" fumoso, avvolto nella sua sciarpa scura come la divisa. Suona la fermata, come una sveglia per chi vuole ancora dormire. Mi alzo di

Dammi icch

* Il sondaggio del mese è sulla destra della pagina, scorrendo verso il basso* Il quartiere si sveglia, come ogni mattina, anche se il freddo questa mattina vorrebbe legarci alle coperte.La postina sul motorino attraversa l’incrocio avvolta nella sciarpa e nel piumone azzurro. L’autobus mi lascia alla fermata e riparte cigolando. Il mondo si è messo in moto anche oggi, e Firenze sbadiglia, tra il profumo di pane caldo e di brioche. La signora dai